NAPOLI-JUVE, UN DUELLO AGLI ANTIPODI

1 Febbraio 2016

di ROCCO COLETTI Sempre più Napoli-Juventus. Ormai la classifica parla chiaro e sarà questo il duello per lo scudetto. Sesto successo consecutivo per i partenopei e dodicesimo di fila per la Juventus...

di ROCCO COLETTI

Sempre più Napoli-Juventus. Ormai la classifica parla chiaro e sarà questo il duello per lo scudetto. Sesto successo consecutivo per i partenopei e dodicesimo di fila per la Juventus con Allegri che ha eguagliato il filotto di Conte. Alle spalle nessuno è in grado di reggere il ritmo imposto dalle battistrada. Comanda il Napoli che vanta anche il miglior attacco della serie A con 50 gol; insegue la Juventus che ha la difesa meno perforata (15 reti al passivo). Questi dati fotografano anche le diverse filosofie di gioco: più manovrieri e sbarazzini gli azzurri di Sarri; più solidi ed efficaci i bianconeri. La premiata ditta Higuain-Insigne con 32 reti incide per il 64% sulle fortune della squadra di Sarri; Allegri, invece, nel momento in cui si è fermato Mandzukic per infortunio ha ritrovato i gol di Morata. A proposito di Insegne: dieci gol in questa stagione – deliziosa la punizione di ieri – tanti quanti ne aveva segnati in passato in serie A. Probabilmente, l’ex pescarese è quello che ha beneficiato più di tutti del passaggio al 4-3-3 grazie al quale il Napoli ha preso il volo. Duello appassionante in attesa dello scontro diretto in programma allo Juventus Stadium il 13 febbraio. Mercoledì sera Lazio-Napoli e Juventus Genoa. Il derby (tra deluse) di Milano ha incoronato i rossoneri e decretato la crisi dell’Inter, ormai ridimensionata. Con tanto di coro irridente dei milanisti ai cugini: “Vincerete il tricolor”. Un dato aiuta a capire il lavoro di Donadoni a Bologna: dall’undicesima giornata ha conquistato 23 punti e meglio hanno fatto solo Juventus (36) e Napoli (29). Altri numeri, e sono impietosi per la Sampdoria: la media punti di Walter Zenga era 1,33 punti, quella di Montella 0,7. Quarta sconfitta di fila a Bologna e il Carpi, terz’ultimo, si avvicina a meno quattro. Ma a destare stupore è l’opera di smantellamento del presidente Ferrero, iniziata un anno fa con la cessione di Gabbiadini al Napoli. Perdere per strada gente del calibro di Eder, Zukanovic e Regini non è buon segno. E probabilmente le loro partenze segnano anche la fine della luna di miele tra Ferrero e il popolo doriano.

@roccocoletti1

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