Natali, l’ex insegnante a 64 anni va al corso da ds con Burdisso

NOTARESCO. Dalla cattedra di scienze motorie ai banchi di Coverciano. Il teramano Alfredo Natali, 64 anni, è tra i 44 allievi del corso Figc per diventare direttore sportivo. Insieme al direttore...
NOTARESCO. Dalla cattedra di scienze motorie ai banchi di Coverciano. Il teramano Alfredo Natali, 64 anni, è tra i 44 allievi del corso Figc per diventare direttore sportivo. Insieme al direttore generale del Notaresco, tra gli aspiranti ds, ci sono diverse conoscenze del calcio italiano tra cui l’ex attaccante Emanuele Calaiò, l’ex difensore Nicolas Burdisso, l’ex centrocampista Gianni Munari e l’ex portiere Stefano Sorrentino. Natali è il più anziano tra gli iscritti, ma ha l’entusiasmo e la passione di un ragazzino. «Non è mai troppo tardi per aggiurnarsi e per studiare», spiega il dg del Notaresco, «ho deciso di fare questo corso a 64 anni perché prima non avevo tempo, avendo fatto per 40 anni l’insegnante a Milano, San Benedetto del Tronto e Teramo. Quest’anno sono andato in pensione e così ho più tempo libero. Mi piace studiare e stare al passo dei più giovani». E chissà che sulla decisione di Natali non abbia influito anche la posizione del Notaresco, primo nel girone F di serie D e lanciato verso la promozione in C. «No, ho fatto la domanda di ammissione ad agosto», risponde il dg rossoblù, «quando nessuno poteva immaginare dove saremmo arrivati». Il corso si svolge nelle aule del centro tecnico federale di Coverciano e dura sei settimane per un totale di 144 ore. Alla fine è previsto un esame scritto e uno orale. Tra i relatori ci sono i ds Pietro Lo Monaco, Riccardo Bigon e Giorgio Perinetti e gli allenatori Mario Beretta e Filippo Galli. «È un corso interessante», dice Natali, «che spazia dall’organizzazione societaria al match analysis, dallo scouting alla nuova figura del responsabile del settore giovanile. È l’occasione per confrontarmi con il calcio attuale, totalmente cambiato rispetto a 40 anni fa». Natali ha iniziato la carriera da dirigente in Lombardia con il Brugherio e la Pro Lissone; poi il ritorno in Abruzzo con Nepezzano, Morro d’Oro e San Nicolò. Qui è stato per 13 anni il braccio destro del presidente Salvatore Di Giovanni, portando la squadra dalla Prima categoria alla D. «Il segreto del San Nicolò è stato il lavoro. Abbiamo fatto cose straordinarie perché dietro c’era una grande organizzazione societaria».
La stessa che c’è ora a Notaresco dove Natali è tornato a lavorare al fianco di Di Giovanni. «Ho sempre puntato sull’organizzazione e a Notaresco possiamo ancora migliorare. Anche nei dilettanti ci si può organizzare bene. Bisogna puntare di più sullo scouting. La società modello è quella che sa apprendere dagli altri. Io ho imparato da tutti gli alunni e da tutti i calciatori che ho avuto». Da insegnante ad aspirante ds, sognando un futuro nei professionisti. «Il Notaresco farà di tutto per andare in C. Stiamo avendo una flessione fisiologica e adesso dobbiamo essere bravi, ognuno con le proprie competenze, a superare il momento». Prima, però, c’è un esame da superare a Coverciano. «Spero di essere promosso», sorride Natali, «per me sarebbe una soddisfazione personale che mi ripagherebbe di tanti sacrifici fatti nella vita tra le aule di scuola e il campo di calcio». (g.g.)
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