Ndiaye, l’oro del Montorio che sogna il Pescara

Eccellenza, l’attaccante senegalese finora a bersaglio 9 volte pensa in grande: «Obiettivo salvezza, poi un giorno vorrei vestire la maglia biancazzurra»
Quelli segnati da Ibrahima (Ibra per gli amici) Ndiaye sono gol pesanti. Da sempre. Lo erano ad Ortona, in Promozione, come a Pineto. Dove, con 13 reti all'attivo, il 23enne attaccante senegalese diede un prezioso contributo al passaggio in serie D degli adriatici, all'epoca allenati da Aldo Ammazzalorso. Nelle ultime due stagioni, invece, il bomber in questione sembra essersi specializzato in salvezze. Archiviata infatti quella ottenuta un anno fa, al termine di una strepitosa rimonta, con il Penne (nelle cui file era approdato solo in dicembre, riuscendo comunque a chiudere in doppia cifra la stagione), Ibra punta ora a ripetersi con la maglia del Montorio 88, squadra in piena lotta per la permanenza in Eccellenza.
«Cambiano gli obiettivi e le categorie, ma per me fa lo stesso, nel senso che il mio compito è sempre quello di far gol, aiutando la squadra per cui gioco a centrare gli obiettivi prefissi». Parla così il diretto interessato, che domenica scorsa ha messo a segno la sua nona rete stagionale. Come al solito fondamentale, avendo essa permesso ai gialloneri di bloccare sul pari (nel finale) il quotato Paterno. «Sarebbe stato meglio», spiega, «se avesse fruttato tre punti, ma va bene così, visto il valore dell'avversaria». Che per la cronaca, a fine gara ha contestato quel gol, viziato, a suo dire, da un evidente fallo di mano dello stesso Ndiaye. Che ribatte: «Dal vivo, in effetti, il movimento del corpo poteva dare quella impressione, ma la verità è che io, prima di calciarlo in rete, sorprendendo il portiere avversario, quel pallone l'ho stoppato col petto, e le immagini sono lì a confermarlo».
Nono gol stagionale dunque per il colored del Montorio 88: precisamente il quinto nelle ultime cinque gare. «Da quando», sottolinea Ndiaye, «la squadra è stata affidata a mister Cipolletti le cose per me sono cambiate, ed in meglio. Ora gioco alle spalle della prima punta ed ho maggior libertà di azione: fondamentale per uno con le mie caratteristiche. Non è un caso, del resto, se dei nove gol sin qui messi a segno, sette li ho realizzati dopo il cambio di panchina».
Ne mancano ancora quattro per superare il suo record personale di segnature, nel campionato di Eccellenza. «Con tante gare ancora da disputare, dovrei farcela. Anzi, a dire il vero non mi dispiacerebbe arrivare a quota 20, anche se per un attaccante che gioca in una squadra che punta a salvarsi non è facile. Bisogna essere bravi a sfruttare le occasioni che capitano nell'arco di una gara». Pentito della scelta fatta? «Neanche per sogno. Questa estate, dopo la fugace esperienza in Spagna (è stato in ritiro per alcuni giorni con il Girona, neopromosso in Liga, ndc), la società del presidente Marini è stata l'unica che mi ha aspettato, per cui non ho avuto dubbi nell'accettare le loro proposte, decidendo di restare sino alla fine. C'è infatti una salvezza da conquistare, e se riusciremo nell'intento anche grazie alle mie reti, sarò doppiamente felice». E una volta ottenuto questo obiettivo? «Mi guarderò intorno, sperando in qualche chiamata dal mondo professionistico, anche se il mio sogno resta sempre quello di indossare la maglia del Pescara». Nel frattempo, c'è un altro Ndiaye che scalpita: suo fratello Mohamed, attaccante 19enne, in procinto di firmare per il Castiglione Val Fino...
Stefano De Cristofaro
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