Nel 2004 disse addio alla Roma per dedicarsi alla moglie malata
Prandelli è l'ultimo allenatore a denunciare il proprio disagio. Una specie di male oscuro, come un'ombra che lo tormenta e gli impedisce di continuare la propria avventura in panchina. Un «vuoto...
Prandelli è l'ultimo allenatore a denunciare il proprio disagio. Una specie di male oscuro, come un'ombra che lo tormenta e gli impedisce di continuare la propria avventura in panchina. Un «vuoto dentro», come lo ha chiamato l'ex tecnico dei viola, che provoca un «assurdo disagio» e avvicina alla fine di un rapporto con la società amata. Certo, una situazione che non può prescindere dai risultati e neppure dai precedenti dello stesso tecnico di Orzinuovi che, però, non è nuovo a riflessioni importanti come quelle di ieri. Nel 2004 il tecnico chiamato dalla Roma lasciò la Capitale pochi giorni dopo la firma. Le condizioni di salute della moglie Manuela, però, diventarono gravi e allora Cesare preferì lasciare per dedicarsi al problema familiare. In passato anche Sacchi, che rinunciò al Parma dopo una ventina di giorni dal ritorno sulla panchina degli emiliani, e Guardiola, che preferì lasciare il Barcellona per concedersi un anno sabbatico, rassegnarono le dimissioni. Stress, tormenti, riflessioni che hanno ridisegnato la storia del calcio e fatto emergere la vera natura di certi personaggi.

