Nepa: io, Rossi e le due ruote sogno di vincere il Mondiale

18 Novembre 2021

Il 20enne abruzzese al 2° anno in Moto3 con la Ktm: «Stagione positiva, ma avrei meritato qualche podio. Valentino? Una leggenda, è il mio idolo e siamo amici»

ROSETO . Si è da poco conclusa la stagione del Motomondiale col portabandiera dei centauri abruzzesi Stefano Nepa, che è tornato nella sua casa di Cologna, a Roseto degli Abruzzi per il meritato riposo. 20 anni domenica, ha cominciato ad 8 anni con le minimoto salendo poi sempre di categoria: MiniGP, premoto3 e Moto3 tutte nel campionato italiano, e poi mondiale junior e nel 2018 e 2019 le prime esperienze nel Motomondiale, dove da un paio di stagioni è presenza fissa in Moto3 con il team Boè. Per lui è arrivato il momento di un bilancio.
Nepa, un giudizio sull’ultima stagione?
«Positivo anche se non sono completamente soddisfatto. Gli inizi con il team sono stati difficili, almeno fino a novembre, ma lavorando bene poi abbiamo vissuto una seconda parte di stagione in crescita, come dimostrano i 63 punti presi».
Migliori piazzamenti il quarto posto in prova a Barcellona con record del circuito in gara, e poi il quinto posto al traguardo di Misano. Felice o c’è qualche rimpianto?
«È mancata la vittoria o almeno un podio, lo avremmo meritato. Ma la concorrenza è alta, e quindi devo prepararmi ancora meglio: serve una moto perfetta fin dalle prove libere, qui anche un decimo fa la differenza al traguardo».
Qual è stata la gara più difficile?
«La prima senza dubbio. Dopo la partenza ero addirittura ultimo, col morale sotto i tacchi. Una situazione complicata, ma non c’erano colpe particolari: difettavamo in accelerazione e velocità. Se penso che poi ho pure perso il cupolino, quasi mi viene da sorridere per come ne siamo usciti».
Quel quinto posto a Misano è stato il momento più bello?
«Bello sì, ma agrodolce. La gara l’avevo fatta sempre dentro i primi tre e meritavo almeno il podio, ma non ho nulla da rimproverarmi: va bene così, si vede che non sono portato per le cose facili».
Per l’anno prossimo ci sarà ancora una Ktm ?
«Ho firmato col team italiano MTA dell’ex pilota mondiale Alessandro Tonucci. Gli obiettivi sono chiari, puntare sempre al podio e iniziare a conquistare la coppa del vincitore. Nella stagione passata sono sempre stato nella Top5 da protagonista, penso di avere le carte in regola e l’esperienza per riuscirci».
L’incidente negli Usa ad Austin forse la paura più grande?
«Penso di sì. Ricordo che ero nel gruppo e poi ho visto la moto di Migno volare per aria insieme ad Acosta ed altri, tutti a pochi metri da me. Momenti velocissimi dove provi solo a schivarli. Per fortuna è andata bene. Ma è stato un anno difficile da questo punto di vista, con la morte di Jason (Dupasquier, ndc) e di altri ragazzi in altre categorie».
Come lo vede il suo futuro?
«Non ci penso poi tanto. Certo, mi piace la Moto2, sogno la MotoGP, ma quello che voglio davvero è vincere gare e mondiali. Ma ho imparato che è meglio non pianificare nulla, bisogna farsi trovare sempre pronti e concentrati su quello che si fa oggi. Ed io da oggi penso solo alla stagione 2022».
L’ultima gara a Valencia è stata anche quella di addio di Valentino Rossi: com’è andata?
«È stato uno spettacolo. Rossi è una leggenda, la domenica ho avuto la fortuna di entrare nel suo box e ci siamo salutati, un momento indimenticabile, Lui sarà sempre il mio idolo: anche se ci conosciamo, mi emoziono ogni volta che lo incontro».
Ce l’ha un sogno ne cassetto?
«Ne sono due. Il primo è ovviamente vincere. E poi mi piacerebbe tornare a girare insieme a Valentino: nel 2015 sono stato con lui e la sua Academy a Misano a girare con le moto da gara, poi sono stato nel suo ranch a più riprese. Ecco, un’altra corsa insieme alla Leggenda, non mi dispiacerebbe».
Marco Rapone
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