Neymar fa litigare Spagna e Francia

Depositato l’assegno di 222 milioni per liberare il brasiliano che va al Psg. Le leghe ai ferri corti: chiesto l’intervento dell’Uefa
ROMA. Un assegno tanto pesante, ma che non sapeva dove posarsi. Prima respinto, poi scomparso e, infine, calato con forza sul tavolo del Barcellona. L'affare Neymar, il colpo di mercato del secolo, è rimasto appeso ieri a quel pezzo di carta con su scritto 222 milioni di euro. In serata, il club blaugrana ha annunciato di averlo ricevuto, in nome del giocatore, che ha così ottenuto la rescissione unilaterale del contratto che legava le parti fino al 2021. Ora Neymar jr potrà partire per Parigi e cominciare, oggi, una nuova avventura al Paris Saint Germain. Probabilmente, potrebbe giocare già domani nella prima di campionato della Ligiue 1. Contratto da 30 milioni di euro all’anno fino al 2022.
Ma non mancheranno gli strascichi, legali e non, per quello che in Spagna è considerato un atto di lesa maestà, se non proprio un tradimento. Il Barcellona si è affrettato a dichiarare che «trasmetterà all'Uefa i dettagli dell'operazione così che si possano determinare eventuali sanzioni disciplinari che possono derivarne», mentre il fino a ieri idolo indiscusso, con Leo Messi, della aficion blaugrana è diventato il «traditore», il «mercenario». Diversi tifosi hanno cominciato a bruciare le magliette n.11 di Neymar jr, e a diffondere le immagini dell'autodafè sui social. I tamburi di guerra avevano cominciato a risuonare da giorni, ma i colpi più forti sono arrivati ieri.
Affare di stato. L'operazione Neymar ha messo l'una contro l'altra Spagna e Francia. «Sì, è una buona notizia, segno dell’attrattività della Francia», il commento del presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. Che è grande tifoso dell’Olympique Marsiglia, ma ha anche avuto modo di incrociare il presidente del Psg, Nasser Al-Khelaifi, con il quale si è complimentato «perché ho capito che ci sono delle buone notizie».
La guerra Francia-Spagna si è consumata a livello di leghe calcistiche: con quella iberica che alza la voce in difesa della “legalità”, o piuttosto della presunta offesa ricevuta dal Barça, mentre la seconda si erge a paladina del mercato e degli interessi del franco-qatarioti del Psg. Ieri mattina, la Liga non ha accettato il pagamento della clausola rescissoria. La mossa era stata preannnunciata dal suo presidente, Javier Tebas, in nome del Fair play finanziario Uefa. Secondo Tebas c'è fra l'altro il rischio che non sia il club parigino, ma lo Stato del Qatar a fornire i capitali per “liberare” Neymar, in violazione delle regole. Il gesto della Liga non è piaciuto a Parigi e la Lfp ha emesso una dura nota dicendosi sorpresa per «l'incomprensibile rifiuto» della Liga di accettare il pagamento, dando pieno sostegno al Psg. In serata la svolta. Bypassando la Liga che lo aveva respinto a Madrid qualche ora prima, l'avvocato di Neymar, Juan de Dios Crespo, si è presentato a Barcellona al direttore generale del club, Oscar Grau, consegnandogli l'assegno di Neymar. Il giocatore è libero, Parigi e il Psg lo attendono a braccia aperte. L'argentino Pastore è pronto a cedergli la maglia n.10 per «metterlo subito a suo agio e dargli il benvenuto. Tutti insieme», dice l'ex attaccante del Palermo, «dobbiamo vincere la Champions League».
Parla Neymar. Le sue parole sono comparse sul sito del Psg. «Sono felice di unirmi al Paris Saint Germain. Da quando sono arrivato in Europa, questo club è stato sempre uno dei più competitivi e ambiziosi. E la sfida più grande, quella che mi ha spinto di più a unirmi ai miei nuovi compagni, è conquistare i titoli che i tifosi vogliono. L'ambizione del Psg mi ha portato qui. Ho giocato quattro anni in Europa e mi sento pronto per questa sfida. Farò tutto il possibile per aiutare i miei nuovi compagni di squadra, per aprire nuovi orizzonti per il mio club e regalare gioia ai suoi milioni di tifosi in giro per il mondo».
«Neymar è uno dei migliori giocatori al mondo», ha detto invece il presidente del Psg, Nasser Al Khelaifi. «La sua mentalità vincente, la sua forza caratteriale e il suo senso della leadership ne hanno fatto un grande giocatore. Porterà molta energia positiva qui. In sei anni abbiamo costruito un progetto ambizioso che ci ha già portati ai più alti livelli del calcio francese ed europeo. Oggi, con l'arrivo di Neymar, sono convinto che ci avvicineremo ancora di più a realizzare i nostri più grandi sogni».

