Nibali aspetta i Pirenei Bauer, fuga di 200 km beffato da Kristoff

21 Luglio 2014

NIMES. Un'avventura durata oltre 200 chilometri e andata in fumo a pochi metri da un epilogo trionfale. Un neozelandese, Jack Bauer, e uno svizzero, Martin Elminger, hanno accelerato poco dopo il via...

NIMES. Un'avventura durata oltre 200 chilometri e andata in fumo a pochi metri da un epilogo trionfale. Un neozelandese, Jack Bauer, e uno svizzero, Martin Elminger, hanno accelerato poco dopo il via della tappa che ha collegato Tallard a Nimes, per un totale di 222 km: a lungo hanno respirato il vento della gloria che li ha spinti per ore, prima che finissero sotto un violento temporale di pioggia e grandine.

Hanno rischiato e sofferto, si sono illusi, prima di essere risucchiati da un gruppo tentennante negli ultimi 10 mila metri e poi prepotentemente risalito quando l'ombra dello striscione del traguardo si avvicinava, come la vittoria per i due impavidi corridori. È stato a quel punto, mentre la maglia gialla di Vincenzo Nibali si teneva intelligentemente fuori dalla bagarre, che è spuntata la figura gigantesca, vincente di Alexander Kristoff, il norvegese che aveva già vinto la 12ª frazione, da Bourg-en-Bresse a Saint-Ètienne.

Il suo è un bis inatteso, ma non del tutto sorprendente. Come non sorprende il terzo posto di Peter Sagan, eterno piazzato in questo 101° Tour de France e preceduto anche da Haussler. Per lo slovacco non c'è nulla da fare («spero che finisca presto»), gli rimarranno solo (forse) altre due utili occasioni.

Nibali ha dovuto fare i conti non con gli avversari, ma con l'imponderabile: l'asfalto viscido, il vento («a un certo punto sono scattato, per evitare i “ventagli”. Non era facile nemmeno rimanere in sella alla bici, tanto erano forti le raffiche che spazzavano il gruppo»), poi la pioggia e la grandine, che si è abbattuta violentemente. Il siciliano dell'Astana temeva di cadere e non vedeva l'ora di arrivare ai -3 dal traguardo, quando i distacchi sarebbero stati neutralizzati, per conservare la maglia gialla che ormai si è cucita addosso, con forza, classe, fantasia, determinazione, eleganza e autorevolezza. Da questa tappa esce sconfitto, ma dalla sfortuna, Daniele Bennati, che ha forato a 2 km dal traguardo, quando si preparava a uno sprint che avrebbe pure potuto premiarlo. Ed è finito in lacrime Bauer, che ha visto sfumare una vittoria ampiamente meritata (lo stesso vale per Elminger) quando mancavano solo pochi metri all'arrivo. Il neozelandese si consola, molto parzialmente, con il premio al corridore più combattivo della tappa. I due fuggitivi hanno avuto un vantaggio massimo di 8'50’’, ma non è bastato.

Oggi il Tour de France osserverà il secondo e ultimo giorno di riposo: la corsa francese ripartirà con la 16ª tappa, la Carcassonne-Bagnères de Luchon, lunga 237,5 km. È la prima di tre frazioni pirenaiche che proporranno salite leggendarie e molto temute, come Porto de Balès, Hautacham e Tourmalet, prima del gran finale con la lunga cronometro di sabato. Queste le classifiche dopo la 15ª tappa del Tour.

ORDINE D'ARRIVO: 1. Alexander Kristoff (Nor) in 04h56'43’’ (222 km, media 44,9 km/h); 2. Heinrich Haussler (Aus) s.t.; 3. Peter Sagan (Svk).

CLASSIFICA GENERALE: 1. Vincenzo Nibali (Ita/Astana) in 66h49’37’’; 2. Alejandro Valverde (Spa/Movistar) a 4’37’’; 3. Romain Bardet (Fra/Ag2r La Mondiale) a 4’50’’.

CLASSIFICA A PUNTI (maglia verde): 1. Sagan (Svk, Cannondale) punti 402; 2. Coquard (Fra, Europcar) 226.

MIGLIOR SCALATORE (maglia a pois): 1. Rodriguez (Esp, Katusha) 88; 2. Majka (Pol, Tinkoff) 88; 3. Nibali (Ita, Astana) 86.

MIGLIOR GIOVANE (maglia bianca): 1. Romain Bardet (Fra, Ag2R) in 66h57’27’’.

OGGI: riposo.

COSÌ DOMANI: 16ª tappa Carcassonne-Bagnères de Luchon, 237.5 km.