Nibali fatica, impresa Hart Kelderman bracca Almeida

L’olandese secondo a Piancavallo si porta a 15 secondi dalla maglia rosa
PIANCAVALLO (PORDENONE). Joao Almeida difende e mantiene la maglia rosa. Almeno fino a martedì visto che oggi la carovana si riposa. La 15ª tappa del Giro d'Italia se l'aggiudica l'inglese Geoghegan Hart (Ineos Grenadiers) che all'arrivo a Piancavallo, in provincia di Pordenone, dopo 185 chilometri e quattro gran premi della montagna in volata batte l'olandese Kelderman (che non riesce per pochi secondi a strappare la maglia rosa ad Almeida) e Hindley. Lontani gli italiani Nibali e Pozzovivo, a oltre 1'30" dal vincitore. Lo Squalo è ora settimo in classifica generale, a 3'29" dal portoghese della Deceuninck-Quick-Step.
«È stata durissima, davanti sulla salita finale andavano troppo forte per me», le parole di Almeida al traguardo. «Conosco il mio corpo e i miei limiti, quindi mi sono staccato. Sono contento di essere riuscito a salvare la maglia rosa, ancora una volta devo dire grazie al mio team». Grande protagonista del primo round di montagna al Giro d'Italia è proprio Wilco Kelderman sulla salita dove nel 1998 trionfò Marco Pantani.
L'olandese della Sunweb ha mosso la sua squadra in maniera perfetta, ha fatto la corsa, ha dominato la salita e ha colto il secondo posto alle spalle del britannico della Ineos. Prima ora di gara percorsa a velocità folli, con la fuga che ha faticato tantissimo ad andar via. Praticamente la situazione si è andata a stabilizzare sul primo Gran premio della montagna di giornata, quello di Sella Chianzutan. Dieci uomini all'attacco: Thomas De Gendt e Matthew Holmes (Lotto Soudal), Davide Villella (Movistar), Rohan Dennis (Ineos Grenadiers), Manuele Boaro (Astana), Giovanni Visconti (Vini Zabù Brado KTM), Andrea Vendrame (Ag2r La Mondiale), Mark Padun (Bahrain McLaren), Daniel Navarro (Israel Start Up Nation) e Luca Chirico (Androni Sidermec). A loro si è andato ad aggiungere, con un super inseguimento solitario, Sergio Samitier (Movistar). Sul Gran premio della montagna di Forcella Pala Barzana, Rohan Dennis ha accelerato in solitaria, mentre Visconti ha proseguito al meglio il suo cammino raggranellando punti importanti per andare a prendersi la maglia azzurra. A cambiare ritmo nel gruppo maglia rosa è stata poi l'Astana in vista dell'ascesa finale di Piancavallo. Ripresi a mano a mano i fuggitivi, con Dennis che si è arreso a circa 10 chilometri dall'arrivo. Da lì in poi è riuscita ad accelerare ancora la Sunweb: soprattutto con Jay Hindley. Con l'australiano sono rimasti il compagno di squadra Kelderman e Tao Geoghegan Hart. In difficoltà Almeida così come Nibali, Majka, Fuglsang e Pozzovivo. Nello sprint a tre Hart è riuscito a prevalere, con Kelderman secondo e Hindley terzo. «Non ci posso credere!», esclama all'arrivo Geoghegan Hart. «Abbiamo avuto una corsa davvero dura fino ad oggi. Rohan Dennis è stato spettacolare, siamo una grande squadra. Tutti sanno quanto è stato difficile per me il Giro, soprattutto lo scorso anno. È stato un anno durissimo per noi, voglio ringraziare il nostro staff e i nostri sponsor. La morte del ds Nicolas Portal? Voglio dire alla sua famiglia che mi manca, nessuno lo può sostituire». Altra novità: Giovanni Visconti in maglia azzurra (simbolo del miglior scalatore): inseritosi nella fuga di giornata, è passato per due volte primo e terzo in tre dei quattro gran premi della montagna scalati in questa durissima tappa. Ora, in questa classifica, il corridore della Vini Zabù – KTM è primo con 118 punti.
Così domani. Oggi secondo e ultimo giorno di riposo per i corridori. Domani sedicesima frazione, da Udine a San Daniele del Friuli, di 229 km. Tappa molto mossa con una prima parte lungo le Prealpi Giulie. Finale previsto in un circuito attorno a San Daniele del Friuli, caratterizzato dal muro del Castello di Susans (circa 1 km con pendenze fino al 16%). Dopo una breve discesa e alcuni chilometri pianeggianti si affronta il Monte di Ragogna (2.8 km al 10.4% medio, 16% max), che verrà scalato altre due volte. Poi breve e impegnativa discesa verso l’arrivo.
Roberto Di Candio

