Nibali sotto pressione: «Tutti si aspettano che vinca il Giro...»

INVIATO A ORTISEI. “Under Pressure” cantavano i Queen con David Bowie. Butti via quella canzone semmai il capolavoro di Mercury e del Duca Bianco fosse tra i brani del suo iPod. Perché Vincenzo...
INVIATO A ORTISEI. “Under Pressure” cantavano i Queen con David Bowie. Butti via quella canzone semmai il capolavoro di Mercury e del Duca Bianco fosse tra i brani del suo iPod. Perché Vincenzo Nibali se vorrà vincere il Giro d’Italia dovrà buttarsi dietro la pressione che lo attanaglia. Pressione di vincere. La sua maglia rosa la vuole l’Italia intera, la vuole la gente sulle strade, la vuole il Kazakistan, il suo sponsor, che lo paga fior di milioni l’anno (più di 4) ma che in cambio chiede trionfi. Ricordate la mail minatoria inviatagli da Vinokourov, capo supremo dell’Astana, tre mesi prima del memorabile Tour del 2014 in cui gli intimava di vincere e presto? La vuole ovviamente anche lui la maglia rosa per dimostrare che è lui il più forte, che Chaves (Orica) e Kruijswijk (Lotto) non sono ancora al suo livello. E per mettere tanta pressione sui pedali di Fabio Aru, il compagno di squadra-rivale da cui è destinato a separarsi l’anno prossimo.
«Tutti si aspettano tanto da me, lasciatemi in pace, anche se non vincerò il Giro sarò sempre il solito Vincenzo, che le sue corse le ha vinte e che non deve dimostrare nulla» ha detto. Bingo. Eravamo andati a cercare ieri mattina nell’hotel dell’Astana a Ortisei i motivi della debacle del re del Tour 2014 nella crono. E subito era stato chiaro: il motore dello Squalo funziona. «I dati sono quelli di sempre, nulla prima della crono faceva presagire una sconfitta di Vincenzo» ha detto il preparatore atletico del campione Paolo Slongo. Anche Michele Pallini, il fido massaggiatore, non ha notato nulla di preoccupante nei suoi muscoli. E allora?
Semplicemente la pressione rischia di affondare Nibali. Ieri mattina lo Squalo ha fatto una passeggiata con la moglie Rachele e la piccola Emma, che erano arrivate per il weekend, poi mezz’ora di rulli senza rischiare un malanno con una pedalata sotto la pioggia. Quindi un pranzo leggero senza carboidrati per non appesantire il fisico nel giorno di riposo, massaggi e osteopata. Nibali rassegnato? «No, deluso. Perché tutti – e per primo io – pensavano che potessi uscire molto meglio dalla crono. Non ero però nella mia giornata migliore». Due minuti e cinquantun secondi da Kruijswijk con Chaves davanti terzo incomodo e Valverde ritornato in corsa sono tanti. «Possono essere tanti – ha spiegato – ma anche pochi se, come accaduto a me e Valverde chi mi precede avrà una giornata no».
Il piano per ribaltare il Giro? «D’ora in poi sempre all’attacco». L’ora “X”? Venerdì o sabato «ma già la Bressanone-Andalo è una tappa corta e arriva dopo il riposo, bisognerà tenere gli occhi molto aperti». Poi il weekend decisivo, dove lo Squalo potrebbe anche trovare un alleato: la neve.
La tappa di oggi. La 16ª tappa è la Bressanone-Andalo di 132 km. Tappa breve ma con lunghe salite e discese, che ha visto già un arrivo del Giro: nel 1973 vinse Eddy Merckx.
In tv. Diretta Rai3, ore 15.15.

