Nico fa cantare Monza. E si rivede Vettel

Hamilton sbaglia partenza, Rosberg trionfa, risale a -2 dal rivale e intona il “Po-po-po-po-po-po-poo” con la folla di italiani
MONZA. Alla Ferrari non riesce il colpaccio sul circuito amico di Monza, ma arriva comunque un podio beneaugurante per il futuro. Le imprendibili Mercedes si confermano di un altro pianeta e si prendono i due gradini più alti del podio.
Ma il calorosissimo pubblico dell’autodromo può applaudire il terzo posto di Sebastian Vettel, seguito da Kimi Raikkonen. Per la Rossa è la fine di un digiuno durato quattro Gran Premi. A trionfare non è il lanciatissimo Lewis Hamilton, come le qualifiche avevano lasciato presagire, bensì il compagno-rivale Nico Rosberg, al primo successo in carriera sul circuito italiano. E Nico alla fine dal podio ha fatto cantare la folla con l’ormai classico “Po-po-po-po-po-po-poo” del trionfo del calcio azzurro al mondiale del 2006. Al via l’inglese spreca la pole con una brutta partenza e viene scavalcato dal tedesco, protagonista di una giornata vissuta in assoluta tranquillità. Scivolato addirittura al sesto posto dopo la prima chicane, Hamilton è riuscito poi a tagliare il traguardo da secondo, vedendo però avvicinarsi pericolosamente in classifica Rosberg, ora a -2 dalla vetta. La lotta “fratricida” per il Mondiale promette nuove scintille nel finale di stagione. Le due Ferrari, scattate dalla seconda fila, raggiungono il massimo risultato possibile per le loro potenzialità. L’illusione di strappare dalla gara di Monza qualcosina di più all’inizio c’è stata, perché dopo la partenza Vettel e Raikkonen sono riusciti a scavalcare Hamilton. La strategia diversa dell’inglese, che si è qualificato con le soft e quindi poteva permettersi solo una sosta a differenza degli avversari, lo ha riportato avanti come del resto ci si aspettava. Per agguantare le Frecce d’argento e tornare a vincere servirà ancora molto lavoro, ma la notizia positiva per la Ferrari è che le Red Bull sono rimaste alle spalle senza mai creare seri fastidi: Ricciardo ha chiuso al quinto posto, Verstappen settimo dietro alla Williams di Bottas. Vettel ha ammesso a fine gara che non si poteva davvero fare di più: «Dopo la seconda sosta era chiaro che Hamilton sarebbe stato davanti. Eravamo veloci, ma avremmo dovuto esserlo di più. Alla fine il divario è stato ampio». «Siamo partiti bene», ha aggiunto il pilota tedesco, «forse sono rimasto un po’ bloccato da Lewis, avrei dovuto stare più in mezzo. Poi abbiamo mostrato un buon passo, ma era prevedibile che le Mercedes sarebbero state più veloci. Il risultato è stato netto. È stata comunque una bellissima giornata per la Ferrari».
«Sicuramente siamo stati più vicini rispetto alle qualifiche, ma non ci siamo ancora», ha ammesso Raikkonen, «stiamo facendo le cose giuste. Questa non era la pista più semplice. Dobbiamo cercare di migliorare ancora in futuro. Arrivare quarto non è certo il risultato che voglio». La strategia con due soste scelta dalla Ferrari «era la più veloce possibile». Lo ha chiarito il team principal Maurizio Arrivabene, spiegando che «noi dovevamo essere aggressivi e che se avessimo fatto un solo pit stop saremmo stati 11 secondi più lenti». Arrivabene ha sottolineato che «già a partire dal Gp del Belgio si erano visti segnali positivi. Se non vinci, non puoi essere completamente contento, ma se guardiamo alla reazione della squadra e a come si lavora a Maranello, i segnali ci sono e le persone giuste anche». Ora gli obiettivi della Ferrari per la fine della stagione sono «prendere il secondo posto nella classifica costruttori e vincere delle gare. Bisogna dare un segnale anche alle Mercedes», ha aggiunto il team principal della Ferrari, «sono molto forti, ma non sono imbattibili su certe piste come Giappone, Singapore e Austin. Là le Red Bull tireranno fuori gli artigli e noi dovremo fare meglio di loro».

