Nicolai: mi sto svegliando dal sogno d’argento

Tutti pazzi per Paolo (venerdì la festa): in città caccia al selfie e all’autografo
ORTONA. Dura la vita del medagliato olimpico al tempo dei social network: giusto il tempo di uscire di casa ed è la fila di fans a caccia di selfie e di autografi. Ma Paolo Nicolai non è uno che se la tira e nella sua Ortona si concede a tutti con il sorriso sulle labbra, nonostante la stanchezza. “Ma sei Nicolai? Facciamo un selfie?” le domande più ricorrenti per il gigante ortonese medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio 2016. Stanco, ma felice. «Dal 26 luglio il giorno, in cui sono partito per il Brasile, ho dormito poco. A volte anche 2-3 ore a notte. E poi la tensione, la carica emotiva, la fatica accumulata sul campo... Dopo la finale sono crollato, devo recuperare energie». Lo farà nella sua Ortona che venerdì lo festeggerà con cerimonia istituzionale in Comune. «Giro spesso il mondo, ora mi godo la mia città». La stessa che l’ha seguita accumulando notti insonni davanti alla televisione. «Ho visto le foto della piazza piena alle 5 del mattino per la finale. Bellissimo! Ringrazio tutti, ringrazio Ortona per il sostegno che mi ha dato». Ma quella medaglia d’argento... «è per la famiglia, per Serena (la fidanzata, ndr) e per gli amici. Hanno sofferto con me, hanno condiviso ogni emozione in questi anni di preparazione». Già, perché alle Olimpiadi «ho cominciato a pensare dal 2008, da Pechino 2008! Allora pensavo, un giorno ci voglio essere. E a Londra ci sono stato! Poi, siccome l’appetito vien mangiando, mi sono detto: devo salire sul podio. E a Rio ci sono riuscito, anzi ci siamo riusciti». Sì, lui e Daniele Lupo che la notte scorsa è stato il portabandiera azzurro alla cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici. E adesso? «Me la godo. Non ho ancora realizzato la portata dell’evento, la sto scoprendo un po’ alla volta. Devo leggere tanti messaggi, comincio a vedere ora i giornali e le immagini televisive». Poi, arriverà il momento delle scelte. «Dobbiamo parlare, io, Lupo e la federazione. E stabilire i prossimi obiettivi. Tokyo 2020? Sì, il pensiero a lungo termine va lì, ma ci sono altri quattro anni».
Il film di Rio 2016. E allora un passo indietro. Alla finale con i brasiliani Alison-Bruno, persa 2-0. «Loro forti, ma noi non abbiamo giocato al massimo. Secondo me, il migliore dei quattro è stato Bruno. Diciamo che loro sono più abituati a giocare a certi livelli». Il pensiero va a quell’attacco “sparato” fuori sul 19 pari nel primo set. «Era tutto preciso», racconta il gigante di Ortona, «ho sbagliato io. Pioveva, la palla era bagnata, anche la mia mano. Ed è uscita quella schiacciata fuori. Ma non cerco alibi, colpa mia».
Riavvolgendo il nastro del film delle Olimpiadi ecco la prima contro il Messico. «Siamo partiti bene», il racconto di Nicolai, «vinto il primo set e poi il messicano si mette a battere da Dio e abbiamo perso 2-1. Poi, il successo contro la Tunisia. E la sfida contro gli Usa. Abbiamo perso contro Lucena-Dalhauser, ma abbiamo trovato la consapevolezza che potevamo andare avanti». Ed eccoci alla gara contro la Polonia ai ripescaggi. «Dura, durissima! Ci hanno dato grande filo da torcere, ma è andata bene». Poi, i russi. «In semifinale, sul 13 pari al tie-break avevamo di fronte un bivio verso la medaglia, fortunatamente abbiamo imboccato la strada giusta». La medaglia d’argento è pesante in mano. «E’ il frutto di lavoro e sacrifici. Sono fiero di averla riportata a casa». Era la sua fissazione dopo Londra 2012. Alla vigilia non l’ha mai nominata, ma l’obiettivo era quello, tornare con una medaglia e fare la storia del beach volley. «E’ un passo importante che va sfruttato per promuovere la disciplina».
Il futuro. Lui ora magari proverà a portare avanti gli studi, visto che gli mancano pochi esami al conseguimento della laurea in Economia all’università di Roma. La sensazione è che la vita gli sia cambiata: è diventato un personaggio, un’icona dello sport abruzzese e del beach volley italiano. E’ un atleta di punta, ma anche dirigente della società che ha fondato e che sta cercando di promuovere la pallavolo sulla sabbia sulle spiagge abruzzesi. Arriveranno offerte per contratti pubblicitari e comparsate (dovrebbe essere a Monza per il gran premio d’Italia di Formula 1). Ormai Paolo da Ortona è diventato una star...
@roccocoletti1
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