Niente attività sportiva per tutto il mese di aprile

30 Marzo 2020

Riduzione stipendi: oggi inizia la trattativa dopo il taglio della Juve

ROMA. A tre settimane da quel Juventus-Inter che verrà ricordata non come un big-match scudetto, ma come lo spartiacque tra un mondo e un altro, padroni e attori del calcio tricolore si affacciano su un futuro pieno di incognite e preoccupazioni. La speranza di ripartire con i campionati in tempi accettabili si fa sempre più flebile, in attesa che oggi il governo e il ministro Vincenzo Spadafora proroghino i termini dello stop generalizzato. Niente da fare per il 3 maggio, ha preannunciato lo stesso Spadafora, che proporrà di bloccare tutta l'attività sportiva, allenamenti compresi, fino al 30 aprile. In questo vuoto totale rischiano di precipitare le società, che da un lato chiedono aiuto all'esecutivo e dall'altro cercano tagliare le spese intervenendo sulla voce più consistente, gli stipendi dei giocatori. La partita avrà oggi un suo momento importante con l'incontro (ovviamente in conference call) tra la Lega serie A e l'Associazione italiana calciatori, che ascolterà e valuterà le risposte dei club. Intanto, però, a dare una traccia forte è stata la Juventus, che ha agito in contropiede rispetto alle altre trovando un sostanzioso accordo con i suoi campioni e staff per circa 90 milioni di risparmi (33 assoluti e il resto spostati sulla prossima stagione) in questa stagione nel caso non si dovesse ripartire.
Parla Douglas Costa. «La questione dello stipendio è complicata perché quando chiedi i soldi ad un giocatore, il giocatore si lamenta», ha detto il brasiliano Douglas Costa in un’intervista a Esporte Intrativo. «Qui abbiamo discusso di tutto l’uno con l’altro e sapevamo che in qualsiasi momento la situazione poteva peggiorare e che avrebbe influito anche sui nostri guadagni. Ne siamo consapevoli, è una cosa che riguarda tutte le squadre ed il nostro club non è da biasimare, non è responsabile del virus. Nessuno aveva una palla di vetro per sapere che sarebbe successo e che tutti gli sport si sarebbero dovuti fermare, non solo il calcio. Stiamo aspettando che la situazione in Italia migliori». E poi: «Saremmo dovuti tornare il 3 aprile», ha detto ancora Douglas Costa in Brasile, «ma ho parlato con il capitano (Giorgio Chiellini, ndr) e ha detto che saremo di ritorno il 15 o il 20, se tutto va bene. È tutto molto confuso».
Le altre componenti. Un modulo di gioco, quello della Juventus, che è piaciuto al presidente della Figc, Gabriele Gravina, che lo ha definito «un esempio per tutto il sistema» e ha ringraziato giocatori e tecnico che «hanno posto l'interesse generale al centro della loro interlocuzione con il club».
«L'unità e la solidarietà», ha continuato, «sono la prima grande risposta all'emergenza, che rischia di essere ancor più grave se non si dovesse tornare a giocare. Solo il contributo di tutti i protagonisti, ognuno per la sua parte, renderà il calcio più forte». La partita di oggi non si preannuncia comunque facile e rischia di essere poco più di un calcio di inizio, perché il modulo Juventus non piace a tutti i club e nemmeno all'Aic, che deve tutelare interessi molto diversi, e trovare una auspicata soluzione comune rischia di richiedere molto tempo e pazienza.
Altri attori, come gli arbitri, stanno alla finestra, ma prima di ripartire vogliono avere delle garanzie, visto che l'ipotesi di giocare le partite a porte chiuse li esporrebbe comunque a dei rischi, si veda appunto Juve-Inter. «Nella drammaticità del momento continuiamo a lavorare sulla ripartenza», ha dichiarato il loro presidente, Marcello Nicchi. «Siamo pronti a riaccendere il motore ma certo non possiamo mandare gli arbitri allo sbaraglio a rischiare la vita. Servono garanzie per tutti». Ha più fretta di riprendere la stagione e la sua corsa verso la serie A Pippo Inzaghi, allenatore del Benevento dominatore della serie B. «Quando tutto finirà vogliamo ricominciare a giocare: sarebbe la cosa più giusta», ha dichiarato. «Vogliamo finire quello che abbiamo iniziato otto mesi fa, i campionati vanno terminati. Sarebbe la soluzione migliore per evitare equivoci ed evitare che qualcuno subisca danni».
Angelo Caradonna