Niente gironi, grandi sfide Champions

30 Agosto 2024

Un campionato a 36 squadre in cui ogni squadra gioca otto partite di cui la metà in casa. Domani l’Uefa darà il calendario

ROMA. Beppe Marotta la definisce «fascinosa», Franco Baresi preferisce sottolineare che «saranno importanti i gol segnati». Di sicuro a prima vista questa nuova Champions con girone unico a 36 squadre appare un rompicapo. Al punto che l'Uefa ha avuto il buon gusto di scherzare su stessa, con il video diffuso prima del sorteggio in cui tanti ex campioni cercavano di capire come funzionasse questa inedita formula, e poi con lo scambio di battute fra il presidente dell'Uefa, Ceferin, e Zlatan Ibrahimovic, che a un certo punto pronuncia anche la parola «Superlega» e viene zittito da Ceferin. Alla fine, però, con Gigi Buffon che estraeva dalle palline i foglietti con i nomi delle squadre e Cristiano Ronaldo che premeva il pulsante del computer che ha formato il calendario, il dado è stato tratto. Gli amanti della statistica, e della storia calcistica, avranno anche preso nota che il primo nome uscito fuori è stato quello del Manchester City, poi via allo scorrere di stemmi delle squadre che andavano a collocarsi nelle caselle a loro destinate. Così alla fine sono venute fuori sfide da leccarsi i baffi come Real Madrid-Borussia Dortmund, quindi subito una rivincita dell'ultima finale, Bayern-Psg, Psg-Man City e Liverpool-Real Madrid, mentre l'Atalanta ha avuto in sorte sia il Barcellona, in trasferta, che il Real Madrid, in casa, e anche l'Arsenal. Inter e Juventus hanno trovato il Manchester City del superbomber Haaland, mentre il Bologna, che torna sulla massima ribalta europea dopo 60 anni, dovrà vedersela con rivali del calibro del Dortmund, del Liverpool e delle due squadre di Lisbona. Grandi match, contro i Reds che hanno preso Chiesa e con il Real, anche per il Milan, ma al di là della raffica di partite rimane l'impressione di una competizione difficile da capire, a prima vista macchinosa. Ma alla fine, come sempre avrà il suo fascino nonostante faccia aumentare il numero degli impegni e quindi anche il logorio fisico e atletico dei suoi protagonisti. Un campionato a 36 squadre (domani l’Uefa darà il calendario) in cui ogni squadra gioca otto partite, e quindi ha 24 punti a disposizione, con ogni probabilità provocherà molti piazzamenti a pari merito e a quel punto diventerà decisiva la differenza reti, prima discriminante per superare la prima fase. Agli ottavi, che avranno un tabellone 'tennistico’ con teste di serie determinate dal piazzamento ottenuto in precedenza, accederanno le prime otto in classifica generale, mentre quelle dal nono al 24° posto disputeranno degli spareggi. Eliminate le ultime 12. Seconda discriminante, dopo la differenza reti, per determinare le varie posizioni sarà il numero di gol segnati, se non basterà si passerà a prendere in esame solo quelli in trasferta e poi il numero delle vittorie complessive. Meglio fermarsi qui, altrimenti viene il mal di testa.
Europa League. L’Ajax di Francesco Farioli sarà oggi (ore 13) protagonista del sorteggio di Europa League: play off superato, con un’altra vittoria ai danni dei polacchi del Jagiellonia. Dopo il 4-1 dell’andata, ad Amsterdam i Lancieri fanno 3-0 con i gol di Fitz-Jim, Taylor e Brobbey. Nel finale in campo anche l’ex Juve Rugani. Alla fase a gironi si qualifica anche il Besiktas nel segno di Ciro Immobile: doppietta nel 5-1 al Lugano e qualificazione a favore dei turchi dopo il 3-3 di una settimana fa.
Conference League: viola qualificati. La Fiorentina, dopo il 3-3 dell’andata, nella sfida di ritorno dei play off si è imposta 6-5 ai calci di rigore. 1-1 al termine dei tempi regolamentari e supplementari (gol di Kean nella ripresa, pari di Nagy al 90’ + 7’ su rigore) contro la Puskas Akademia. Decisive le parate di De Gea. Viola in nove, si qualificano alla fase a gironi.
Alessandro Castellani