Nizzolo sfreccia a Verona Oggi il pericolo Zoncolan

Il velocista vince in volata. Ciccone pronto a graffiare nella tappa di montagna
VERONA. Da un lato l’Arena di Verona che ha visto sfrecciare Giacomo Nizzolo, dall’altro la vera arena di questo Giro, lo Zoncolan, che oggi è pronta ad ospitare una battaglia infernale con Egan Bernal che da sommelier che ha fatto ubriacare tutti a Montalcino vuole trasformarsi in guerriero vestito di rosa per rispondere agli attacchi dei suoi avversari. O magari per attaccare proprio lui e blindare definitivamente un Giro che per il momento parla un colombiano fluente. Lo sa bene Damiano Caruso, il migliore degli italiani e terzo in classifica, che nell’analizzare la frazione odierna, con il sorriso che maschera un po’ di timore, parla proprio di Egan Bernal. «Bisognerà prendere la sua ruota, ma so altrettanto bene che sarà molto complicato. Io andrò su con il mio passo senza fare un fuorigiri esagerato perché potrei poi pagarlo nelle frazioni successive».
La tappa di ieri. Volata doveva essere e volata è stata anche se Edoardo Affini ha dato un’accelerata speciale nel finale e assaporato la vittoria. Quando sembrava che il delitto perfetto fosse riuscito ecco che dal gruppo è schizzato fuori Nizzolo, il campione europeo in carica, mica uno qualunque, che ha preso un bel po’ di aria in faccia ma ha fatto giusto in tempo a saltare Affini e a festeggiare una delle vittorie più importanti della sua carriera. Terzo posto per Peter Sagan che quando si parla di Abruzzo torna ad essere quello che ha vinto tre campionati del mondo (Tortoreto 2020 e L’Aquila-Foligno 2021) ma lontano dalla nostra regione non riesce a trovare il successo. Nel gruppo ieri a Verona si respirava già il profumo dell’alta montagna con lo Zoncolan che è da tempo in cima ai pensieri di molti.
Ciccone scalpita. E chi sullo Zoncolan può e vuole fare la voce grossa è il nostro Giulio Ciccone che trova oggi il suo terreno preferito per fare la differenza. A dire il vero un po’ di paura c’è per la sottile crisi di Montalcino e lo Zoncolan ci dirà se è stato solo uno sterrato indigesto e se c’è qualcosa di più. Il teatino Ciccone visto e soprattutto ammirato a Sestola, San Giacomo e Campo Felice è capace di battagliare con il guerriero rosa Bernal e nessuno tra i vari Vlasov, Caruso o Carty su quelle pendenze può restare alla ruota di Giulio. Per l’abruzzese della Trek-Segafredo il grande giorno è arrivato: che sia un fantastico bis del Mortirolo? L’altra salita per eccellenza del ciclismo italiano, quella tanto cara a Pantani, incoronò Giulio in maglia azzurra nel 2019. Un bis sarebbe gradito e non poco. Chi invece può insidiare Bernal e può iniziare il suo vero Giro d’Italia è Simon Yates.
In famiglia il fratello Adam è chiamato lo scienziato e se Simon da oggi dovesse tornare ai livelli top e li dovesse mantenere per tutta l’ultima settimana, scipperebbe con merito il soprannome al fratello. Simon ha sonnecchiato, ha sofferto, ha perso secondi ma è saldamente al quinto posto in classifica ed è l’unico ad avere la sparata e soprattutto il passo per insidiare Bernal. Alla Tirreno Adriatico, guarda caso in Abruzzo ai Prati di Tivo, Yates nel finale ha insidiato da vicinissimo il numero uno al mondo Tadej Pogacar. Al Tour of Alpes ha scherzato con tutti i suoi avversari ( anche con Carty che lo precede qui al Giro in classifica) e da oggi non può più bluffare.
Cataldo in agguato. Dario Cataldo, l’abruzzese di Miglianico, in carriera nel 2012 alla Vuelta ha vinto una tappa con pendenze se non uguali simili a quelle di oggi dello Zoncolan. Non c’è più Soler, il suo capitano, che si è ritirato a Bagno di Romagna e chissà che Dario non possa avere il via libera per cercare gloria. Ma come sarà la tappa? Partenza da Cittadella, lungo tratto di pianura, un piccolo dente a Castello di Caneva e poi dopo 136 Km inizierà la salita che porterà i corridori ai 1060 metri della Forcella Monte Rest.
Un piccolo antipasto o se volete il trampolino di lancio per la fuga di giornata ma dopo 191 km di gara si salirà verso lo Zoncolan. Primi 10 km duri ma non proibitivi, dal piazzale degli impianti di risalita inizieranno i 3.6 km più aspri d’Italia. E forse d’Europa. Di sicuro inizierà il vero Giro d’Italia. Non che fino ad oggi si sia scherzato ma lo Zoncolan sarà il vero professore e i corridori gli studenti modello in attesa del voto dopo l’esame. Chi prenderà la lode colorata di rosa?

