NOI, IL DISASTRO E LE BELLE PARTITE ALTRUI

4 Luglio 2014

di STEFANO TAMBURINI Il meglio del mondo in quattro partite, fra oggi e domani. Una danza che promette emozioni, batticuori, lacrime e salti di gioia. Fin da prima di giocare. Prendete l’inno del...

di STEFANO TAMBURINI

Il meglio del mondo in quattro partite, fra oggi e domani. Una danza che promette emozioni, batticuori, lacrime e salti di gioia. Fin da prima di giocare. Prendete l’inno del Brasile cantato – anzi gridato – a cappella, quando si ferma la musica, dall’intero stadio vestito di verdeoro. È la Haka neozelandese in versione calcistica mille volte più reboante, roba da pagare il biglietto solo per quello. E prendete Francia-Germania, che per noi italiani è un po’ come una fitta al fegato. Ma al di là delle scarse simpatie bisogna riconoscer la qualità del lavoro svolto dai cugini d’oltralpe, che dopo il fallimento del 2010 sono stati realmente capaci di far tabula rasa e puntare sui giovani. E riconoscere ancor di più il lavoro dei tedeschi, che raramente falliscono l’approdo fra le prime otto. E che proprio dal disastro di Euro 2004 hanno saputo ripartire con un calcio di qualità.

Due lezioni per noi che di batoste mondiali ne abbiamo collezionate due consecutive e che assistiamo tremebondi a un triste balletto intorno alle sorti di una federazione allo sbando, da anni in mano ai soliti noti che han fatto finta di battersi fra loro per dividersi gustose fette di potere. Ma anche per stringere una santa alleanza anti rinnovamento. L’ultimo incredibile intervento è di Franco Carraro, già presidente del tristemente incapace Comitato organizzatore dei Mondiali 1990, quello che detiene il record di morti nei cantieri degli stadi (24 contro gli otto del Brasile), di sprechi e di scandali impuniti. Roba che paghiamo ancora adesso le rate dei mutui accesi per stadi già demoliti. Carraro già all’epoca era uno fra i più attivi collezionisti di poltrone: fra le altre cose, per tre volte ministro in quota Psi (quello di Bettino Craxi per dare meglio l’idea), dall’89 al ’93 sindaco di Roma, dal ’78 all’87 presidente del Coni. È stato presidente della Federcalcio – anche ai tempi di Calciopoli – ed è tutt’ora membro del Comitato olimpico internazionale e senatore di Forza Italia. Oggi difende Paolo Tavecchio, candidato alla successione di Giancarlo Abete, sostenendo che «il Paese è peggio del calcio». Detto da uno che ha dato il suo contributo su entrambi i fronti, c’è da crederci. Nel frattempo – alle prese come siamo con questo derby molto al ribasso – possiamo divertirci solo con le belle partite degli altri. Non proprio il massimo.

@s__tamburini

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