NON E’ BASTATO UN GRANDE TALENTO VERO

25 Giugno 2014

SEGUE DALLA PRIMA. A Natal, nel marasma generale, è definitivamente sbocciato un fiore che il calcio farà bene a coltivare con cura. Porta il nome di Marco Verratti, uno dei pochi a salvarsi nella...

SEGUE DALLA PRIMA. A Natal, nel marasma generale, è definitivamente sbocciato un fiore che il calcio farà bene a coltivare con cura. Porta il nome di Marco Verratti, uno dei pochi a salvarsi nella spedizione per Brasile 2014. Ha 21 anni ed è il futuro della Nazionale. L’ha dimostrato in campo, mica a parole sui social network! Nel primo tempo, ieri, è stato il migliore. Impressionante per disinvoltura, personalità e tecnica. Finte e dribbling contro i sudamericani. Tutti a bocca aperta.

E dire che contro il Costa Rica Prandelli gli ha preferito Thiago Motta! L’ex pescarese è uno dei pochi che non ha nulla da rimproverarsi, probabilmente l’unico giovane a non aver tradito le aspettative. Pronto a moccicare gli avversari con grinta e giocate di classe. Bene contro l’Inghilterra, benissimo contro l’Uruguay. L’eredità di Pirlo non è un salto nel buio se continuerà a esprimersi su questi livellli. Sarà lui il faro della Nazionale. In Brasile è andato a furor di popolo. Eppure ha rischiato di rimanere a casa: Prandelli non era convinto. Aveva dubbi sulla sua “duttilità”. E se il commissario tecnico era titubante sulla convocazione dell’unico calciatore italiano di movimento (l’altro Sirigu era in porta con il Paris Saint Germain) che ha giocato i quarti di finale dell’ultima Champions League, perché meravigliarsi dell’eliminazione al primo turno? Verratti è il futuro, ma anche la fotografia impietosa della mediocrità del calcio italiano. Sì, perché la serie A non ha scommesso su di lui dopo l’esplosione nel Pescara. I francesi del Paris Saint Germain sì. I club di casa nostra inseguono stranieri e oriundi, ma non investono sui giovani. Perché stupirsi se poi il Mondiale diventa un fallimento?

@roccocoletti1

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