Nuova Juve ko, la stecca è storica
Bianconeri deludenti: Thereau e l’Udinese infliggono la prima sconfitta al debutto in campionato
TORINO. Il colpaccio dell'Udinese a Torino fa rumore: il gol di Thereau ha gelato lo Stadium in un pomeriggio di stampo autunnale. Dopo tantissimo la Juventus deve rincorrere. La sconfitta è storica, quantomeno per le statistiche: alla prima di campionato in casa i bianconeri non erano mai caduti prima di ieri. E così nello stadio dove i tifosi avevano fatto l'abitudine ai record di vittorie, con un colpo di scena l'Udinese è entrata nel ristretto club di chi ha preso i tre punti: l'ultima in campionato a riuscirci, il 6 gennaio 2013, era stata la Samp. Prima dei blucerchiati, solo l'Inter, tra le squadre italiane, e poi la Fiorentina, l'anno scorso ma in Coppa Italia. Sono solo statistiche, questi numeri non spaventano Allegri, che ha chiesto «tempo e pazienza». Ieri ha dovuto fare a meno in un colpo solo di mezzo centrocampo, Khedira e Marchisio, e di Morata. Molto pesante l'assenza del “principino”: Padoin si è spremuto con grande impegno, ma sono mancati tocchi ed ispirazione.
Le attenuanti sono molte, ma la partenza falsa un po’ deve avere allarmato il tecnico bianconero: contro l'Udinese molto non ha funzionato nella Juve rinnovata: Pogba non è stato leader e non poche sue giocate sono state deludenti, la partenza contemporanea di Vidal, Pirlo e Tevez ha lasciato un vuoto che non sarà facile colmare, sul piano tecnico e della personalità dei giocatori, anche se il tempo ed i nuovi arrivi previsti dovrebbero giocare a favore dei bianconeri. Forse già oggi l'annuncio di Cuadrado, poi la Juve giocherà tutte le carte per arrivare a Draxler o ad un altro trequartista di valore. Allegri non si nasconde che il lavoro da fare è molto: ieri ha stupito con Coman al posto di Dybala, lasciato in panchina fino a metà del secondo tempo. Poi ha non ha convinto con Llorente e Mandzukic insieme. Ci sarebbe un'altra luce in casa bianconera, probabilmente, se Mandzukic, Coman e Padoin avessero messo dentro i palloni quando hanno avuto le occasioni: questa Juve che ancora non crede a se stessa come quella travolgente delle ultime quattro stagioni, avrebbe ricaricato il suo entusiasmo. Ma dei 75-80 gol della quota fissata da Allegri per vincere lo scudetto, non ne è arrivato neanche lo straccio di uno.
«Dispiace perdere la prima, ma abbiamo tutto il campionato per recuperare. Forse dovevamo allungarci un pochino di meno, su questo dobbiamo migliorare», il commento a caldo di Massimiliano Allegri. «Siamo ancora un cantiere, dobbiamo avere pazienza di ricostruire. La rosa è all'altezza di fare un campionato di prim'ordine. Continuare a Parlare di Andrea, Tevez e Vidal non ha senso», ha aggiunto l’allenatore. «Nel mondo ci sono pochi giocatori come Andrea e chi ce li ha se li tiene. Dobbiamo crescere e magari spostare il gioco da un'altra parte. Siamo forti, possiamo far gol senza doverci per forza disunire».

