Nuovo manto erboso per l’Adriatico-Cornacchia

Il campo pescarese al secondo posto nella classifica della Lega B relativa alla passata stagione
PESCARA . Nuovo look a una settimana dal debutto in campionato, il terreno dell’Adriatico è quasi pronto per ospitare la gara tra Pescara e Chievo. Sabato le condizioni del manto erboso saranno buone, per poi essere perfette nella seconda partita casalinga (17 ottobre con l’Empoli). Ormai gli elogi di calciatori e addetti ai lavori non fanno più notizia, negli ultimi anni il campo pescarese è stato quasi sempre tra più apprezzati. Gran parte del merito va all’agronomo Pierluigi Cianci, consulente della ditta CM Servizi di Pescara che si occupa della manutenzione del terreno di gioco. Da alcune stagioni la Lega B ha istituito un premio attraverso una sorta di concorso (votano capitani, allenatori, produttori televisivi e l’agronomo della Lega) per sensibilizzare le società a comportamenti virtuosi, con lo scopo di avere campi adeguati. Alla fine, i primi tre ricevono un riconoscimento economico che deve essere destinato alla migliorìa del terreno. Al contrario, alle ultime tre società di questa speciale classifica viene decurtata una somma derivante dalle risorse collettive. Nel torneo 2019-20 l’Adriatico è stato il secondo più votato dietro a quello del Pordenone che ha disputato le gare interne alla Dacia Arena di Udine. Terzo posto per il Chievo (Bentegodi di Verona), quarto il Frosinone (Benito Stirpe) e quinto l’Empoli (Carlo Castellani). Dunque, anche nel 2020, Pescara può vantarsi per aver messo a disposizione dei giocatori un terreno perfetto, nonostante gli imprevisti causati dal virus. «È stata una stagione anomala», spiega Pierluigi Cianci che cura il manto da 11 anni, «prima dello stop al campionato eravamo primi in classifica, ma il lockdown ci ha penalizzato perché abbiamo potuto effettuare una manutenzione ridotta. Alla ripresa, dopo aver pagato dazio per due partite, abbiamo recuperato riportandolo in un ottimo stato».
Sblocca-stadi. Nei giorni scorsi la Camera ha approvato l’emendamento “sblocca-stadi” nel decreto semplificazioni. Si tratta di un provvedimento che afferma il primato finanziario e sportivo su quello architettonico nell’ambito dell’impiantistica sportiva. Questo non significa che i vecchi stadi potranno essere abbattuti, ma di certo le società avranno meno vincoli da rispettare. In base alla nuova legge, gli impianti professionistici “non sono soggetti a vincoli previsti dal Codice dei beni culturali”. In pratica, non esiste più una forma di tutela “storica, artistica, culturale, architettonica o paesaggistica”. Tuttavia, gli elementi iconici devono essere conservati, ad esempio la Torre del Dall’Ara di Bologna o il fascio di rampe elicoidali del Meazza di Milano. A Pescara, in passato la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio d’Abruzzo ha bloccato qualsiasi intervento di ristrutturazione e ammodernamento dell’Adriatico, ma la nuova normativa dovrebbe rendere i vincoli meno rigidi, magari tutelando alcune parti (di sicuro le colonne di Piccinato) e non l’intero stadio. A luglio, a Chieti, c’è stata una riunione a cui hanno partecipato il sindaco di Pescara Masci, il presidente biancazzurro Sebastiani, la soprindentente regionale Rosaria Mencarelli e il referente provinciale Aldo Giorgio Pezzi, il professor Claudio Varagnoli in rappresentanza del ministero e il presidente del Coni Enzo Imbastaro. A breve ci sarà un nuovo incontro per stabilire l’iter da seguire al fine di trasformare l’Adriatico in uno stadio all’avanguardia. (g.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

