Oddo: andiamo in A se vinciamo al Curi

Il tecnico del Pescara: «Gara fondamentale per l’autostima»
PESCARA. Evita di parlare di mercato, punge la Roma per il caso-Verde, infine, carica i suoi verso la sesta vittoria consecutiva. Alla vigilia del match di oggi pomeriggio (ore 17,30) a Perugia, fondamentale per la rincorsa al vertice alla luce dei risultati di ieri, Massimo Oddo appare concentratissimo sull’obiettivo. Eppure qualche preoccupazione c’è, dal momento che a otto giorni dallo stop alle trattative il tanto atteso difensore centrale (sarà Coda?) non è arrivato.
Oddo, cominciamo dal transfer di Daniele Verde. Perché non è arrivato in sede?
«Penso che ci sia un po’ di confusione nella Roma. È un giocatore italiano e si sarebbe dovuto risolvere nel giro di qualche giorno».
Sembra che Luciano Spallletti voglia aspettare i rinforzi in attacco prima di dare il via-libera. Le risulta?
«Non so. Se così fosse, al posto di Spalletti porterei Verde a Roma dato che l’allenatore giallorosso non l’ha mai visto. Inoltre, pur essendo un ottimo giocatore, non credo che Verde possa risolvere i problemi della Roma. Lì gli obiettivi sono diversi, ma nel calcio non si sa mai».
Teme di perdere il calciatore?
«Non credo, però vorrei avere garanzie immediate, altrimenti potremmo andare in difficoltà. Di sicuro non possiamo permetterci di aspettare fino all’ultimo giorno».
Le voci di mercato possono creare problemi alla sua squadra?
«Ho fiducia su tutti i calciatori che ho a disposizione. Non è il giorno opportuno per parlare di mercato. Domani (oggi, ndc) c’è una partita fondamentale per il nostro cammino. Se dovessimo fare risultato pieno andremmo in serie A. Almeno questa è la mia convinzione. Con una vittoria aumenterebbero in modo considerevole le nostre chance di raggiungere la promozione. Dunque, preferisco concentrarmi su quelli che verranno con me a Perugia».
Torna Memushaj dopo la squalifica. Chi gli farà posto?
«Ho le idee chiare sulla formazione, ma non posso rivelarla. Magari con il passare delle ore cambierò idea».
Contro il Livorno Cocco si è sbloccato dopo sette mesi. Verrà confermato?
«Nel calcio non c’è niente di logico. Conte alla Juventus cambiava attaccanti che avevano segnato due o tre gol nella partita precedente. Dipende da chi incontriamo e dalle caratteristiche che reputo utili contro un determinato avversario. Comunque, non so se Cocco giocherà, ma chi andrà in panchina non deve sentirsi declassato. La scorsa settimana ho detto che avrebbe giocato? Appunto, non affrontiamo un’altra volta il Livorno, ora ci toccherà il Perugia, mica dico sempre le stesse cose! Cocco è tranquillo, in caso contrario non lo avrei portato. Stesso discorso per Sansovini. Sta bene e potrebbe essere utile».
Il Perugia ha perso le ultime due partite.
«È una squadra con grandi potenzialità. A causa dei tanti infortuni è in ritardo in classifica. Può essere un vantaggio, ma dobbiamo essere bravi ad approfittarne. Non possiamo permetterci di pensare che sia una gara facile. Al di là delle defezioni, il Perugia è una squadra compatta e abile in contropiede. Inoltre prende pochissimi gol. Mi aspetto che i ragazzi facciano una grande partita con coraggio, determinazione e personalità».
Esordirà Rolando Bianchi in attacco.
«Bianchi è un giocatore esperto che ha sempre segnato tanti gol. È un attaccante di categoria superiore, ma non conosco il suo stato di forma».
Prosegue la fuga di Crotone e Cagliari. Su chi bisogna fare la corsa?
«È possibile che anche il Pescara si stacchi accumulando un vantaggio di 10 punti dalla quarta. Nessuno ha considerato la possibilità che non si giochino i play off. In ogni caso, il Pescara deve pensare a se stesso senza guardare alle altre pretendenti».
Come ha visto Mandragora dopo la firma con la Juventus?
«È sereno. Penso che sia un’ulteriore iniezione di fiducia per lui. È un calciatore di valore, pagato profumatamente da un top-club, che dovrà continuare a lavorare. Bisognerà vedere come risponderà a livello mentale. È un ragazzo molto serio e maturo. Rolando sa che nel calcio il passato non conta. Merito mio? No. Gli ho semplicemente dato fiducia, per il resto ha fatto tutto lui».
Giovanni Tontodonati
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