Oddo carica: «Punto al Viareggio con il 3-3-4»

Primavera domani in campo per gli ottavi di finale con il Genk, il tecnico spiega il suo sistema di gioco
PESCARA. Il sogno continua. Il Pescara di Massimo Oddo è la vera squadra-rivelazione del Torneo di Viareggio. Domani alle 15 negli ottavi di finale i biancazzurri affronteranno il Genk. L’exploit ha stupito tutti, ma non il tecnico pescarese. «Già in campionato», ha spiegato Oddo, «abbiamo dimostrato la nostra forza, pur dovendo rinunciare spesso ai vari Vitturini (per lui, come Sanni, torneo finito per infortunio, ndc), Torreira, Paolucci e altri, chiamati in prima squadra. Per battere il Genk servirà un’ ottima prestazione, ma ai ragazzi chiederò semplicemente di giocare con tranquillità».
In Toscana c’è anche Lorenzo Venuti, sempre titolare al “Viareggio”, ma oggetto misterioso con Marco Baroni. «Dopo un lungo periodo di inattività è sceso in campo tre volte in pochi giorni andando benissimo. Lorenzo ha qualità, tecnica, corsa: è un calciatore di grande prospettiva». Due volte è stato schierato laterale destro, mentre contro la Roma ha agito da centrale difensivo di sinistra nel 3-3-4 adottato dal tecnico. Un modulo poco diffuso in Italia (il Cittadella di Glerean lo usava venti anni fa), mentre all’estero Van Gaal nell’Ajax e Bielsa nell’Argentina e nel Cile lo hanno spesso proposto.
La mossa a sorpresa di Oddo ha messo in crisi la Roma di Alberto De Rossi. «L’ho sperimentato con gli Allievi del Genoa. È un sistema rischioso perché si rischia di lasciare i difensori in situazioni di “uno contro uno”. Inoltre è molto dispendioso perché si affida ad un pressing molto alto: sono dell’idea che più l’avversario è forte più bisogna aggredirlo. È inutile fare barricate, tanto prima o poi il gol lo prendi. Spesso cambiamo modulo nell’arco dei novanta minuti, gli altri ti studiano a fondo e bisogna controbattere». L’ex difensore di Milan e Lazio, campione del mondo con l’Italia nel 2006, si coccola i suoi gioielli, molti dei quali pescaresi come lui: Calore, Orlando, Milillo, Di Sabatino, Ventola, Vitturini, Marzucco, Di Rocco e Parker, oltre a Paolucci, originario di Tollo, che ha già segnato 2 reti. «Pescara ha sempre avuto un bacino importante, basta ricordare quanti calciatori ha lanciato la Renato Curi in passato. Se oggi riusciamo a portare ragazzi in prima squadra il merito è della società e dei dirigenti del settore giovanile».
Giovanni Tontodonati
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