ODDO COME EUSEBIO: LA STRADA E’ QUELLA...

28 Maggio 2015

Sono passati appena dieci giorni, eppure Varese sembra un ricordo lontanissimo. Quel Pescara inerme, arrendevole, smarrito, è praticamente sparito, portandosi dietro polemiche, rabbia, delusione,...

Sono passati appena dieci giorni, eppure Varese sembra un ricordo lontanissimo. Quel Pescara inerme, arrendevole, smarrito, è praticamente sparito, portandosi dietro polemiche, rabbia, delusione, amarezza che lo avevano accompagnato per gran parte della stagione. Tutto spazzato via da due partite che hanno fatto riscoprire al popolo biancazzurro il bello del calcio. Dopo il Livorno e il Perugia c’è il sogno, tutt'altro che campato in aria, che il finale possa essere ancora più esaltante. E' il Pescara di Massimo Oddo, allenatore alle prime armi ma non per caso che è riuscito nell'impresa di rimettere in piedi una squadra che non c'era più e che, invece, aveva solo bisogno di ritrovare certezze perdute. «La partita di Perugia la possiamo vincere», aveva detto il tecnico alla vigilia, «perché noi siamo più forti».

Non era presunzione ma un segnale chiaro alla squadra che, una volta in campo, ha risposto proprio come speravano gli stessi tifosi, ovvero tirando fuori non solo qualità ma anche coraggio e voglia di giocarsela fino in fondo anche con sacrificio e determinazione. E' questa l'impronta che ha saputo dare Oddo a questo Pescara nuovo look, mettendoci parecchio di suo sul piano tecnico e tattico (Torreira, Pasquato, squadra corta e aggressiva ma anche gente motivata in panchina), ma, soprattutto, entrando in perfetta sintonia con il gruppo. Un'impresa appunto che mi riporta alla mente quello che capitò nel gennaio del 2010. Era il Pescara di Cuccureddu, una corazzata inguardabile che non riusciva a decollare nonostante le enormi potenzialità. Il vento cambiò all'improvviso quando la società decise di mettere in panchina l'allenatore delle giovanili, ovvero Eusebio Di Francesco, sicuramente senza grossa esperienza ma certo con capacità che erano solo da scoprire. Non era una scommessa, ma un atto di coraggio, con la consapevolezza di avere per le mani un uomo di calcio con idee chiare. Finì, come si sa, con la promozione in serie B.

E oggi Eusebio Di Francesco è, probabilmente, tra i primi sette allenatori italiani (in rigoroso ordine alfabetico Allegri, Di Francesco, Gasperini, Montella, Pioli, Sarri, Ventura) grazie proprio a quell'atto di coraggio del club biancazzurro che gli diede l'occasione per misurarsi con una professione che, come dimostrato poi di stagione in stagione, era nelle sue corde. Un predestinato che ha avuto la forza e la capacità di affermarsi puntando su cultura del lavoro, idee, gestione del gruppo, capacità di leggere le partite in maniera razionale, provando sempre a tirar fuori il meglio dall'organico che, di volta in volta, si è ritrovato per le mani. Un percorso sul quale sembra essersi avviato, appunto, anche Massimo Oddo. Al di là di come andranno a finire i play off (ma per quel che mi riguarda sono decisamente ottimista) mi sembra che sia questa la strada da percorrere anche per il futuro, lasciando finalmente perdere i fantasmi del passato.

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