Oddo contro Nicola, chi perde è nei guai

Sabato a Crotone la sfida salvezza: i punti valgono doppio
PESCARA. Non sarà la gara della vita, ma di certo si tratta di un appuntamento cruciale per la salvezza. Tra quarantotto ore il Pescara farà visita al Crotone in un scontro da brividi tra l’ultima e la terz’ultima del torneo. I biancazzurri devono dare seguito al risultato positivo ottenuto domenica contro il Cagliari. Un pareggio che ha interrotto la serie negativa di sei sconfitte consecutive. Il Pescara resta l’unica squadra della serie A a digiuno di successi sul campo, ma i tre punti ricevuti a tavolino dopo il match contro il Sassuolo consentono a Massimo Oddo di respirare e di presentarsi allo scontro salvezza in programma sabato (ore 18) con due lunghezze di vantaggio sui calabresi. Ecco perché bisogna assolutamente frenare le velleità dei rossoblù che cercheranno in tutti i modi il sorpasso.
Nella passata stagione contro il Crotone, allora guidato da Ivan Juric, ci fu il festival del gol nei match di andata e ritorno. Prima allo stadio Adriatico il Delfino vinse 4-1 con reti di Memushaj su rigore, Caprari e doppietta di Lapadula, mentre allo Scida i rossoblù travolsero il Delfino con un perentorio 4-2 (gol di Claiton, Palladino, Giuseppe Zampano, gemello del biancazzurro Francesco e Ferrari, per il Pescara Lapadula e di nuovo Memushaj su penalty). Alla fine della regular season il Crotone salì direttamente in A conquistando il secondo posto con 82 punti, 10 in più rispetto al Pescara che raggiunse i calabresi nella massima serie aggiudicandosi i play off dopo aver chiuso in quarta posizione. I pitagorici costruirono la scalata verso la prima storica promozione in A soprattutto grazie ad un rendimento mostruoso tra le mura amiche: ben 52 punti collezionati in 21 gare, una sola sconfitta, 41 gol fatti e 11 subiti. Proprio lo stadio “amico” è stato uno degli elementi di maggior peso che quest’anno ha condizionato negativamente la prima parte del campionato del Crotone, costretto ad “emigrare” proprio all’Adriatico di Pescara nelle prime tre partite di campionato. L’undici di Davide Nicola, ex calciatore del Pescara, è riuscito a racimolare solo un pareggio contro il Palermo, mentre ha segnato il passo con Genoa e Atalanta.
Ma da quando sono terminati i lavori allo Scida e i calciatori hanno riabbracciato i propri tifosi il bilancio è migliorato: due sconfitte con Napoli e Torino, una vittoria col Chievo e un pareggio con la Sampdoria. C’è, tuttavia, un altro motivo che ha consentito al Crotone di aumentare le proprie chance di restare in serie A: il cambio di modulo. Da qualche settimana, infatti, Nicola è passato dal 3-4-3 al 4-4-2, un sistema di gioco più equilibrato che ha permesso ai due attaccanti, Diego Falcinelli e Marcello Trotta, di giocare più vicini e i risultati sono stati incoraggianti. Le due punte di proprietà del Sassuolo, corteggiate in estate dal Pescara, insieme hanno messo a segno 7 gol (5 Falcinelli e 2 Trotta).
Al contrario, il Pescara ha la necessità di continuare a combattere il mal di gol. Nelle gare con Roma e Cagliari la risposta è stata abbastanza incoraggiante, soprattutto grazie a Caprari, miglior cannoniere della squadra con 3 gol, dei quali 2 realizzati negli ultimi 180 minuti. Ma il reparto offensivo resta il secondo peggiore del campionato dopo quello dell’Empoli: 10 i gol messi a segno dai biancazzurri, 7 dai toscani. E quello arretrato non se la passa meglio. Solo il Cagliari (32 gol al passivo) ha incassato più reti del Pescara, che insieme al Crotone e al Palermo, ha la seconda retroguardia più perforata della categoria (29 reti subite).
Oltre a Davide Nicola, tra i calabresi figurano altri due ex pescaresi: Adrian Stoian e Bruno Martella. L’attaccante romeno vestì la maglia biancazzurro in serie B nel 2010-11 (12 presenze e un gol), mentre il terzino rossoblù, abruzzese di Pineto, militò per otto anni nel Pescara senza debuttare in prima squadra. «Tifo per il Delfino e mi auguro di ritrovarlo in serie A», disse Martella a maggio quando conquistò la A con il Crotone. Il Pescara lo ha raggiunto e all’orizzonte c’è la sfida del cuore.
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