Oddo: dopo il rigore fallito siamo “usciti” dal campo

L’amarezza del tecnico: «E’ mancata la reazione all’errore di Memushaj» Simone Inzaghi: «Ho cambiato modulo perché ho studiato bene i biancazzurri»
ROMA. Il ritorno all'Olimpico da allenatore non è stato dei migliori, anzi, proprio da dimenticare. Per Massimo Oddo è stato un pomeriggio grigio. Il suo Pescara non è riuscito a tenere testa alla Lazio, se non in alcune fasi del primo tempo, andando in balia dei biancocelesti nella ripresa. I rimpianti, però, sono legati al rigore fallito da Memushaj. Esecuzione da censura quella del capitano, che con quel gol poteva cambiare le sorti della gara e dell'umore dei 1500 tifosi pescaresi al seguito. Il Delfino non ha festeggiato nel migliore di modi la 200ª partita in serie A (34 vittorie, 52 pareggi e 114 sconfitte). Il tecnico non trova alibi e ammette: «Per noi è iniziata male ed è finita peggio. Dopo il rigore ci siamo fermati, non siamo scesi mai in campo».
Massimo Oddo non ama i fronzoli. «Ho visto una grande Lazio, ha meritato la vittoria, ma, allo stesso modo, dico che i nostri avversari hanno avuto la fortuna di non aver trovato il vero Pescara. Male nelle ripartenze, negli episodi, eravamo troppo lunghi e abbiamo sbagliato praticamente tutto», rigore compreso, che poteva cambiare le sorti alla partita. «Il rigore avrebbe potuto cambiare le cose, certo, ma i rigori si possono sbagliare, può capitare. Sono onesto e dico che la Lazio ha meritato di vincere. E' stata superiore, sia sulla carta e sia sul campo. Abbiamo incontrato quattro grandi squadre, abbiamo trovato una certezza che possiamo giocarcela con tutte, ma non come abbiamo fatto con Lazio». E continua nella sua analisi, mentre dispensa saluti e sorrisi nella pancia dell’Olimpico. «Noi siamo una squadra che deve salvarsi, non andare in Champions. È normale quindi perdere così contro alcune squadre. Qui all'Olimpico abbiamo prodotto poco, ma fino a oggi avevamo anche segnato. Posso dire che contro la Lazio abbiamo corso di più delle altre partite perché eravamo troppo lunghi. In A ci sono valori tecnici importanti, quindi ti fanno correre tanto».
Qualche cronista romano gli chiede se si è sentita la pressione della rivalità tra le due tifoserie, la risposta di Oddo è chiara: «No, la pressione è la serie A. Semplicemente la Lazio è stata più forte».
Per lui il ritorno a Roma è stato negativo per il risultato, ma a livello ambientale i suoi vecchi tifosi lo hanno accolto con tanti applausi, anche se l'Olimpico era quasi deserto. «Sinceramente ero abituato a un po' più di gente. Questo è uno stadio fantastico, quando è pieno, mentre quando è vuoto è triste. Ho trovato una bella accoglienza. Sinceramente mi spiace per i nostri tifosi perché tenevamo particolarmente a questa gara, ma devono stare tranquilli perché c'è un gruppo che potrà regalare diverse soddisfazioni. Andiamo avanti convinti delle nostre potenzialità». Certo, d'accordo, ma qualcosa va rivisto, specialmente in difesa. Nei primi due gol si sono visti ancora dei limiti della retroguardia. «Sul primo gol dico che la regola è che si va incontro alla palla e non si aspetta, nel secondo, invece, penso che dopo 20 calci d'angolo abbiamo preso gol su palla inattiva, ci può stare». La sua inclinazione alla perfezione, però, gli farà cambiare idea in settimana, quando dovrà serrare di nuovo i ranghi per la sfida di mercoledì contro il Torino, in cui potrebbe mancare Gyomber. « Ha preso una botta sulla tibia, valuteremo alla ripresa». E il difensore slovacco nelle prossime ore dovrà sottoporsi a degli esami strumentali per scongiurare guai peggiori. Oddo chiude sul suo collega ed ex compagno nella Lazio. «Inzaghi? Simone è un mio amico. Mi ha detto che ha cambiato modulo per la prima volta, per affrontare me, forse l'ha detto solo per consolazione». Nessuna consolazione perché il tecnico laziale ha speso belle parole anche in sala stampa. «Sapevamo bene che il Pescara è una squadra ben allenata e fastidiosa da affrontare», dice l'ex attaccante, che ha cambiato l'assetto tattico della sua Lazio per fronteggiare il Delfino. «Il Pescara ha affrontato squadre che giocavano 4-3-3 e le ha messe tutte in difficoltà. L'unico neo? Dovevamo far gol nel primo tempo, Bizzarri ha fatto delle ottime cose. Rigore? Forse la decisione è stata troppo severa, ma voglio rivedere l'azione».
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