Oddo: «E ora vogliamo 12 punti in quattro gare»

24 Aprile 2016

Il tecnico insaziabile: «Bisogna fare bottino pieno. Poi vedremo chi sta meglio...» Sebastiani: «Abbiamo preso Lapadula per segnare quando pochi ci credevano»

PESCARA. Con le unghia e con i denti, in maniera abbastanza insolita, ma il Pescara di Oddo non stecca nel giorno della festa e si ripropone alla grande per quel terzo posto che non molto tempo fa sembrava stargli pure stretto. «Se siamo li è perché questo meritiamo», esordisce Massimo Oddo, «evidentemente le altre finora hanno fatto meglio. Abbiamo fatto qualche passo falso, come forse sta succedendo al Cagliari adesso, ma intanto, aspettando che giochi lo Spezia, abbiamo conquistato un bel vantaggio su tutte le altre là dietro. Però, occhio», avverte il tecnico biancazzurro, «è ancora tutto aperto, stiamo con i piedi per terra, che ci sono ancora quattro partite e la prossima è la più importante di tutte. Sì, ieri avevo detto che era questa, ma adesso l'abbiamo giocata e quindi conta solo la prossima. Noi dobbiamo puntare a fare 12 punti, dopo vedremo chi sta meglio...».

Passando alla partita, Oddo spiega con l'eccessiva frenesia qualche difficoltà iniziale. «Ci siamo complicati la vita da soli, troppi tocchi, troppa frenesia, così l'avversario poteva accorciare e da una palla persa (Torreira, ndc) ci hanno fatto anche gol».

Da lì, però, di forza o di qualità, Pescara padrone del campo . «Naturalmente gli spazi si sono ulteriormente stretti, ma siamo stati bravi a rimetterci subito in piedi a ritrovare il filo del gioco, soprattutto ad allargare il gioco, perché era quella la strada. Nella ripresa», aggiunge il tecnico pescarese, «abbiamo cambiato qualcosa proprio per sfruttare meglio l'ampiezza. E credo la differenza si sia vista bene. Non solo sul piano tattico, siamo stati più fluidi, incisivi, rapidi; nettamente padroni del gioco, sempre nella metà campo avversaria, creando diverse palle gol». Vittoria sudata quanto meritata, con qualche pedaggio da pagare. Verre, si vedeva che era un po' sui nervi, rosso evitabile? «Forse. Magari poteva prenderlo per la maglia, ma altre volte in quei casi non abbiamo fatto fallo sbagliando e li ho rimproverati. Stavolta accettiamolo».

Verde come sta? «Ha una distorsione alla caviglia. Vedremo come l'assorbe. Caprari? Sapevamo che non aveva più di un'ora. La squadra sta bene fisicamente, ma i molti acciacchi ci impediscono di lavorare con la giusta continuità. Prima che venisse espulso Verre mi aveva chiesto il cambio anche Vitturini, ma non potevo cambiare né lui né altri, perché avevo già sostituto Lucas (Torreira, ndr)), sapevo di Caprari e avevo già deciso di inserire Cappelluzzo».

L'asse Pasquato-Lapadula pare funzionare. «Christian è bravo a liberarsi tra le linee e cercare la punta, magari quando sono in due i movimenti non sono così fluidi come vorremmo, ma ci stiamo lavorando, del resto lui è uno di quelli arrivati solo a gennaio».

Poi, solito capitoletto su Mitrita, che a partita in corso sembra un altro. «È molto bravo, quando lo chiamo non delude mai, meriterebbe più spazio ma con un Caprari davanti tocca farsene una ragione. In ogni caso deve crescere, acquisire personalità e imparare a gestirsi per dare continuità alle prestazioni».

Poco distante dal tecnico, il presidente Sebastiani si gode l'ennessimo successo. «Siamo contentissimi, è stata una bella vittoria davanti a tanti volti noti, a tanti protagonisti delle più belle pagine della nostra storia», dice Sebastiani, «ritrovare Leo Junior, Galeone, Palladini e tanti altri è stato bello. Anche il taglio della torta, ovviamente, ma vorrei sapere che fine ha fatto che non l'ho toccata... Lapadula? L'abbiamo preso per far gol, quando pochi ci credevano, ora ci dà ragione. Zeman? Mai detto nulla su di lui dopo Oddo. Non so da dove sia uscita la voce».

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