Oddo, festa di compleanno e anniversario del Mondiale

Il tecnico biancazzurro oggi compie 40 anni: è il più giovane della serie A Nel 2006 conquistò da protagonista la coppa del mondo con l’Italia di Lippi
PESCARA. Una festa più bella non avrebbe potuto immaginarla. Oggi Massimo Oddo compie 40 anni, ma il regalo più prezioso lo ha già ricevuto. Non è da tutti vincere un campionato alla prima vera esperienza su una panchina. L’anno scorso aveva sfiorato l’impresa contro il Bologna prendendo il posto di Marco Baroni all’ultima giornata, stavolta non si è lasciato sfuggire l’occasione. Una gioia immensa, resa ancor più affascinante dal fatto che Pescara è la sua città.
Venerdì sera si è emozionato vedendo tutta quella gente che lo ha osannato lungo il tragitto percorso dal pullman scoperto. Con la mente di sicuro sarà tornato indietro di dieci anni, al 2006, quando spense trenta candeline dopo aver conquistato il titolo di campione del mondo. Lui e Fabio Grosso, due pescaresi sul tetto del mondo. Al rientro in Italia, a Roma aveva ricevuto l’ovazione di milioni di tifosi presenti al Circo Massimo. Gli eroi di Berlino, guidati da Marcello Lippi, davanti a scene di giubilo. Dopo qualche giorno, un nuovo tributo per lui e Grosso a piazza Salotto. Durante la serata oddo disse. “Al Circo Massimo c’era un milione di tifosi, ma l’emozione che sto provando qui è nettamente superiore».
Figuriamoci cosa avrà provato venerdì durante la festa biancazzurra, con la sua gente e gli amici di sempre che lo hanno acclamato. Ora avrà il compito più arduo, quello di cercare la salvezza nella massima serie, un’impresa che è riuscita ai Delfino soltanto una volta nella storia (1987-88) quando c’era Leo Junior e in panchina sedeva un certo Giovanni Galeone.
Le scene di giubilo di qualche giorno fa hanno ricordato quelle del 2012, con il Pescara di Zdenek Zeman portato in trionfo da decine di migliaia di persone.
Il boemo non si fece intenerire dalla richiesta dei pescaresi di non abbandonare la squadra e guidarla anche in serie A. Zeman preferì riflettere e poi accettare la corte della Roma, nonostante ai suoi piedi ci fosse un’intera città. Al contario, Oddo ha promesso ai pescaresi di rimanere in sella, ma ad una condizione, questa: «Bisognerà cercare di mantenere l’ossatura, la rosa non dovrà essere smembrata».
E ieri sera l’allenatore pescarese ha lanciato un nuovo avviso alla dirigenza. «Ci sono allenatori che chiedono più soldi», queste le dichiarazioni di Oddo a Rete8, «io, invece, pretendo che il progetto tecnico non venga sconvolto». Dichiarazioni inequivocabili che non lasciano spazio ad interpretazioni.
Oddo resterà sulla panchina biancazzurra, ma per farlo pretenderà garanzie sull’organico. Subito dopo la gara di Trapani, aveva rimarcato il concetto mettendo in conto la cessione di Gianluca Lapadula che dovrà essere perfezionata per la salvaguardia del bilnacio. Ma per il resto, il tecnico ha chiesto a Daniele Sebastiani di trattenere il più alto numero di calciatori che sono stati protagonisti in questa stagione. Non solo quelli di proprietà. Oddo, infatti, sta spingendo anche per far restare chi non lo è: ad esempio, Rolando Mandragora. «Andrà in ritiro con la Juventus, poi vedremo se ci sarà la possibilità di riportarlo a Pescara. Posso assicurarvi che Rolando sarebbe felicissimo di rimanere qui per un altro anno».
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