Oddo: la mia missione è far crescere i giovani

30 Luglio 2014

Il nuovo corso dell’allenatore della Primavera: «Più che il modulo contano la mentalità e la filosofia»

PESCARA. Il giorno di Massimo Oddo. Da due giorni guida la Primavera e ieri è stato presentato alla stampa. Un passaggio inedito, mai finora c’era stata tanta vetrina per un tecnico delle giovanili. Il Pescara ha voluto fare un’eccezione, come ha spiegato lo stesso Daniele Sebastiani. «Dopo Baroni, tocca a Massimo», ha detto il presidente, «che dovrà far crescere i nostri ragazzi. Mi auguro che possa partire da qui per arrivare a livelli altissimi». L’ex difensore di Milan, Lazio e Napoli, cresciuto nella Renato Curi, torna nella sua città dopo 22 anni. «Sono contento»,– ha affermato l’allenatore pescarese, «è una bella sensazione. Ringrazio la società e mi auguro di fare un buon lavoro. Il campo dirà se sono in grado di ricoprire questo ruolo». Oddo fece parte della rosa azzurra che vinse il Mondiale del 2006 in Germania. «Essere stato un grande giocatore conta poco. Desidero trasferire ai giovani il mio bagaglio calcistico e di contribuire al potenziamento del vivaio». Nella sua carriera ha avuto la fortuna di essere guidato da ottimi allenatori. «Ho cercato di rubare qualche segreto a tutti. Cito Ancelotti e Delio Rossi, soprattutto quest’ultimo mi ha insegnato tante cose. Però anche Malesani e Novellino sono stati molto utili». Organizzazione, sacrificio e spirito di squadra. Questi i capisaldi del suo credo. «Per valorizzare il singolo è necessario il lavoro del collettivo, a meno che non hai Maradona. Ho in mente una squadra coraggiosa e votata all’attacco. Modulo preferito? Si può giocare bene con tutti i sistemi. La Roma di Spalletti non aveva nemmeno un attaccante, ma era ultra-offensiva. Un bravo tecnico si deve adattare ai calciatori che ha a disposizione e non viceversa. Contano la mentalità e la filosofia, non i numeri».

Al secondo anno da allenatore (la scorsa stagione ha guidato gli Allievi del Genoa), Oddo fissa il suo obiettivo. «Far emergere le qualità di questi ragazzi che vogliono arrivare in prima squadra, anche se giocare nella Primavera significa aver già fatto un percorso importante». Prima di approdare al Milan, il suo amico Pippo Inzaghi ha guidato gli Allievi e la Primavera dei rossoneri. «Fare esperienza nel settore giovanile è fondamentale». Nei prossimi giorni incontrerà Marco Baroni. Con il tecnico della prima squadra verrà impostata una forte sinergia. «Siamo a completa disposizione: è questa la funzione della Primavera. Non ho sentito Marco perché è stato in ritiro, quando tornerà a Pescara ci vedremo per creare una proficua collaborazione». (g.t.)

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