Oddo: la serie A è difficile, non si può smantellare

Il tecnico ospite del Rotary: «E’ presto per dire chi va via e chi viene Abbiamo bisogno di mantenere la struttura portante e puntellarla di rinforzi»
PESCARA. L’amore dei tifosi per la promozione in serie A, la festa di compleanno per i 40 anni e adesso la serata di gala organizzata da club Rotary di Pescara. L’agenda di Massimo Oddo è sempre più fitta di inviti ed appuntamenti. E non potrebbe essere altrimenti. È il personaggio del momento in città: tutti lo vogliono, per una foto, una firma o comunque un ricordo. E Massimo risponde sempre di sì. Lo stesso è accaduto ieri sera, nella cornice dell’Esplanade. Tra un brindisi e l’altro, tra le strette di mano e le congratulazioni dei molti presenti, il leitmotiv della serata è girato intorno al discorso mercato: «Lapadula e Caprari al Napoli?», «Sinceramente non ne so nulla», taglia corto il tecnico del Pescara. «Non sento il presidente da tre giorni». Bisogna credergli? Chissà. Poi però qualcosa dice: «Se ti offrono 10 milioni è difficile dire di no, soprattutto perché parliamo di un ragazzo di 26 anni». Ma l’operazione potrebbe lasciare Caprari per un altro anno in riva all’Adriatico: «Per noi sarebbe un’ottima pedina da cui ripartire e sono sicuro che anche al ragazzo farebbe bene restare un anno ancora. Ci abbiamo messo tanto a trovargli la giusta sistemazione in campo», chiosa sorridendo.
La curiosità è tanta in sala e non si ferma al destino dei due uomini-copertina dei biancazzurri. L’ultima serie A ha evidentemente lasciato il segno nel cuore della gente e così il primo pensiero è quello di allestire una squadra all’altezza: «Partiamo dal presupposto che adesso è presto per dire chi resta e chi arriva. Io non cambio idea rispetto a quanto detto al termine di Trapani-Pescara. La serie A è un campionato diverso da tutti gli altri, non puoi pensare di smantellare e ricostruire perché così facendo, il rischio di andare incontro a brutte figure è dietro l’angolo. Abbiamo bisogno di mantenere la struttura portante per poi andarla a puntellare con i giusti rinforzi». Una struttura che ha dei nomi ben precisi. Zampano, Fornasier, Campagnaro, Memushaj. Possibilmente lo stesso Caprari. Ma anche giocatori come Crescenzi e Verre: «Per il primo non credo ci siano particolari problemi. Verre, purtroppo, è dell’Udinese e dunque non dipende da noi».
Diversi i nomi accostati al Pescara in questi giorni. Dai vari Pinilla, Gilardino e Pazzini fino al difensore albanese Ajeti. Oddo, però, prima dei nomi vuole valutare altro: «Per fare il campionato che ci aspetta occorrono giocatori motivati, vogliosi e pronti a lottare. Non importa se hanno 20 o 35 anni, conta arrivare a Pescara con la giusta mentalità». Insomma, il tecnico campione del mondo non ha nessuna intenzione di diventare la Cenerentola della prossima serie A. Ed è proprio la sua permanenza sulla panchina del Delfino ad infondere in tutto l’ambiente una ventata di ottimismo: «Altro che pressioni e responsabilità. Io sono un pescarese e l'affetto dei tifosi non può che riempirmi di gioia. Ma non sarà sufficiente Oddo a salvare il Pescara. Bisogna costruire una squadra competitiva, altrimenti il discorso allenatore passa in secondo piano».
Adriano De Stephanis
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