Oddo: la vittoria vale triplo i ragazzi sono straordinari

L’invito dell’allenatore al ct Conte: «Io convocherei Lapadula in Nazionale, così lui si toglie dalla testa il Perù e l’Italia non avrà rimorsi in futuro»
LA SPEZIA. Massimo Oddo è perfettamente consapevole che la vittoria del Picco vale più dei tre punti e di una classifica di rara bellezza. E non per una questione di scontro diretto, visto che mancano ancora tante gare, quanto perché fare bottino pieno contro una super squadra sul suo terreno di gioco con tutti quegli assenti è un mezzo miracolo. Lui però preferisce parlare di tattica, di come ha saputo imbrigliare l'avversario soprattutto nel primo tempo: «Se avete visto bene l'abbiamo preparata con un 4-1-3-2. Ho chiesto a Pasquato di fare il centrale per non uscire troppo in avanti, per tappare i buchi sulle loro caratteristiche. Un uomo tra le linee serviva per contrastare il gioco tra Piccolo e Catellani. Poi quando siamo calati fisicamente ci siamo messi 4-1-4-1 per arrivare meglio sulle fasce». Così l'allenatore in un fine partita che sorride ai suoi ragazzi, autori di una gran partita e che rispetto allo Spezia in caso di arrivo a pari punti è in vantaggio. «Non è un periodo semplice per noi, venivamo da tre vittorie e ci mancavano diversi giocatori. I ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario, fanno alla perfezione quello che gli chiedo. Hanno sputato sangue per mantenere il risultato, normale che nella fase finale il pallino del gioco passi agli altri. Abbiamo lavorato tanto sui finali di partita concitati ed oggi abbiamo fatto quello che dovevamo. E’ una vittoria che vale doppio, anzi triplo».
Chi arriva terzo sale, è il refrain più gettonato in serie B, i conti li fanno in tutte le piazze che se la giocano: «E' un bel vantaggio, noi ne sappiamo qualcosa vedendo quello che è successo l'anno scorso. Siamo tutti lì, tutte squadre attrezzate. I play off sono qualcosa di particolare in cui la singola partita fa la differenza. Lapadula in Nazionale? La scorsa settimana ho risposto che io lo alleno e ne ho visti tanti in serie A. Dico che certamente è pronto per quello, non so per la maglia azzurra. Non ha di certo esperienza internazionale e non si è mai confrontato con giocatori di caratura superiore, lo dicono i fatti. Ma in prospettiva futura, visto che lo vuole il Perù, per tagliare la testa al toro, gli concederei una mezza convocazione così sceglie l'Italia ed evitiamo qualsiasi rimorso futuro». La buona notizia, non certo la sola in una serata quasi perfetta, è che Fiorillo non ha preso gol per la seconda gara di fila. «Io ho giocato un anno in Germania, la cosa più bella è che un giocatore che fa una brutta partita viene fischiato anche durante la partita stessa; quando fa qualcosa di buono viene applaudito. E questa dovrebbe essere sempre tenuta presente dalla civiltà calcistica italiana perché alla fine fischiare un proprio giocatore è come fischiare se stessi. D'altro canto se questi ragazzi sono in serie B è perché devono crescere. L'importante è sostenerli».
Rammaricato il suo alter-ego Mimmo Di Carlo che aveva perso soltanto una volta nel 2016, 1-2 dal Trapani sempre al Picco. Non cerca alibi sui casi contestati dallo Spezia in area di rigore semmai sul poco cinismo in area di rigore: «Noi abbiamo fatto pressione ma nelle mischie e nei cross non siamo stati bravi a coprire la palla. Loro sono ripartiti sempre bene, hanno preso una traversa. Sul gol c'era un mezzo fallo, Lapadula è bravo a appoggiarsi sempre e fare fallo prima. Noi potevamo fare meglio. Nella ripresa non ci siamo disuniti e la mentalità è stata giusta, negli ultimi 15 metri il Pescara si è difeso con tutti gli effettivi. Serviva il guizzo, che abbiamo provato, ma la palla non è andata dentro. Peccato perché in alcune situazioni potevano essere interpretate a favore dello Spezia, ma non cerchiamo alibi. Dovevamo essere più cattivi sotto porta».
Fabio Lugarini

