Oddo: noi concreti D’Aversa: gira male

20 Dicembre 2015

Dopo partita all’insegna del fair play tra i due allenatori

LANCIANO. «Non è stato un bel Pescara, ma concreto. Dovevamo vincere e l’abbiamo fatto in una partita difficile ed equilibrata», ha detto sorridente mister Massimo Oddo. «Siamo delusi, amareggiati, arrabbiati perché la partita potevamo almeno pareggiarla e perché la classifica non è delle migliori. Ma possiamo camminare a testa alta, non abbiamo nulla di cui vergognarci perché in campo diamo sempre l’anima», ha commentato scuro in volto mister Roberto D’Aversa.

Nelle parole e negli sguardi dei due tecnici è condensata una partita, quella tra Lanciano e Pescara, non bellissima, equilibrata, in cui ha vinto la squadra più concreta. Un Pescara sorridente che guarda alla testa della classifica e una Virtus che sprofonda e deve trovare il bandolo della matassa per uscire da un periodo nero. «E’ stata una vittoria sofferta», ha detto Oddo, «siamo entrati in campo bene, col giusto approccio. Abbiamo fatto un buon primo tempo, buoni i primi 10 minuti del secondo; poi, come ci accade spesso, caliamo di concentrazione e prendiamo gol. Nel secondo tempo ci siamo abbassati molto grazie anche al fatto che la Virtus ha ottimi crossatori. Non sono contento del secondo tempo, ma del primo si. Anzi del secondo tempo sono contento di come ci siamo difesi». Tranquillo Oddo che ha effettuato due dei tre cambi a disposizione. «Ho cambiato Cocco con Selasi», ha spiegato il tecnico del Pescara, «perché mi serviva più movimento e più dinamismo, non per demeriti di Cocco. Mandragola è invece entrato perché Bruno ha chiesto il cambio ed era ammonito. Campagnaro? Nei momenti di difficoltà le prende tutte lui; è uomo d’esperienza, con grande sagacia tattica, è importante».

Non è servito il terzo cambio in una gara che la Virtus non ha demeritato. «Ho visto un ottimo Lanciano», ha chiuso Oddo, «una squadra viva, che ci ha messo in difficoltà. In campo c’è stato equilibrio, il divario della classifica non si è affatto visto. Nulla è definito, né in testa alla classifica né in coda, nessuno deve mollare perché bastano due partite positive e tutto può cambiare. Abbiamo 31 punti, sarebbe bello girare a 37. Un consiglio a D‘Aversa? Ha più esperienza di me, è intelligente ed è un trascinatore: sa benissimo cosa fare».

Si lecca le ferite D’Aversa. «Ci tenevamo a vincere per la classifica, perché era il derby», ha detto il tecnico rossonero, «siamo partiti bene, poi alla prima situazione negativa ci spaventiamo. Sarà per la classifica, perché l’autostima è bassa, perché siamo anche sfortunati, ma alla prima sbavatura ci blocchiamo. Possiamo avere dei limiti, ma non abbiamo nulla di cui vergognarsi perché facciamo il massimo. Il risultato infatti non rispecchia la partita; il pareggio sarebbe stato più giusto visto l’equilibrio in campo e i tre interventi eccezionali di Fiorillo su Paghera e Piccolo. Abbiamo perso, però questo conta, purtroppo. Bravi loro a concretizzare le nostre ingenuità».

Errori e paura: non il mix giusto per uscire da una crisi sempre più profonda. «Non ci dobbiamo arrendere, dobbiamo pensare di potercela e dovercela fare perché non può continuare così», ha detto il tecnico che ha aggiunto: «Rinforzi a gennaio? Io penso a queste altre due partite, a cercare di reagire, ora».

Non gira neanche bene alla Virtus dal punto di vista degli infortuni. A Ferrari, Zè Eduardo, Vastola si sono aggiunti Amenta – ricaduta infortunio al flessore – e Rigione. Mercoledì rientrerà Aquilanti che accanto potrebbe avere Boldor, che ha disputato una buona gara. «Boldor è cresciuto in allenamento e non è più partito con l’under21», ha detto D’Aversa, «ha avuto la sua occasione e ha giocato bene. Di Francesco è stato confermato perché sta bene e ha fatto gol. Le critiche del pubblico? Ci stanno. Nel calcio contato i risultati e questi non ci sono. Il mister è sempre in discussione ma di una cosa sono sicuro: posso camminare a testa alta. E non hanno nulla di cui vergognarsi i ragazzi che danno l’anima. Camminiamo a testa alta».

Teresa Di Rocco

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