Oddo: Pescara, abbiamo fallito il salto di qualità

1 Dicembre 2015

L’allenatore: «La critica è anche per me, la squadra è troppo discontinua e manca di personalità»

PESCARA. Schietto, diretto, forse meno spavaldo di qualche giorno fa, ma sempre ottimista. Alla fine ci pensa Massimo Oddo a riportare la quiete dopo la brutta prestazione di Cesena. In Romagna il Pescara ha fallito l’esame di maturità.

Oddo, venerdì nel post partita la sua analisi è stata molto dura. Ha cambiato idea?

«Non volevo colpire nessuno in particolare. La critica riguardava anche me stesso. Mi è dispiaciuto perché abbiamo fallito il salto di qualità per la seconda volta. Era già capitata a Novara una serata storta. Ma non dobbiamo esaltarci nelle vittorie o buttarci giù quando perdiamo».

Cosa non ha funzionato?

«Ci aspettavamo il Cesena con il 4-3-3, invece ha iniziato con il 4-2-3-1. Ho impiegato dieci minuti per spiegare le giuste mosse nella fase di non possesso. Nulla di trascendentale, abbiamo provato tante volte i movimenti contro quel sistema di gioco. Dovevamo leggere subito quella situazione. Invece, ci è mancata la lucidità per trovare le contromisure a partita in corso. Mi prendo la responsabilità: tocca a me far capire alla squadra le soluzioni da mettere in atto.

I mille tifosi biancazzurri sono tornati a casa delusi.

«Dal Pescara ci si aspetta che vada a vincere dominando su tutti i campi. Purtroppo non è così, in serie B nessun risultato è scontato, basta guardare come è finita Brescia-Cagliari. Aggiungo una considerazione. A volte dimentichiamo il valore degli avversari: il Cesena è una delle principali candidate alla promozione e ha confermato la sua forza».

Novara e Cesena, due compagini super sul piano dell’aggressività. La sua squadra soffre la fisicità degli avversari?

«Non credo. Nella gara precedente contro l’Avellino non abbiamo avuto problemi. Stesso discorso nel match contro il Cagliari. Parliamo di avversari tosti. Il problema è che alterniamo buone prestazioni ad altre deludenti. Dobbiamo eliminare alcuni difetti cercando di trovare la continuità. In ogni caso, nonostante qualche passo falso, siamo in piena zona play off».

I cambi non hanno portato benefici. Torreira, Valoti e Cocco non hanno inciso.

«Con Torreira volevo maggiore dinamismo in mezzo al campo. L’ho inserito perché Mandragora era ammonito e rischiava l’espulsione. L’ingresso di Cocco mi serviva per aumentare la fisicità in avanti, mentre con Valoti ho provato ad allargare il gioco. Non sono affatto deluso per la loro prestazione. Cocco e Valoti sono entrati in un momento difficile della partita. C’era poco da aspettarsi, è stata una serata negativa per tutti. Al di là degli interpreti, la sconfitta è dipesa dal fatto che abbiamo perso le distanze. Eravamo troppo lunghi ed è mancata la compattezza. Soprattutto la linea difensiva ha fatto tanta fatica a salire».

Poblemi di personalità?

«È uno degli aspetti che dobbiamo curare. Sono convinto che tutti possano migliorare. Certamente la personalità è soggettiva. Ci sono calciatori che la tirano fuori già a 18 anni, altri che la mostrano in età più matura».

Tra un mese il calciomercato. Cosa chiede alla società?

«Preferirei concentrarmi sulle sei partite che mancano alla fine del girone di andata. Se ci sarà la necessità i dirigenti non si tireranno indietro. Non faremo operazioni scellerate. Prenderemo solo qualcuno in grado di dare una mano consistente alla squadra. Non credo che il Pescara abbia bisogno di grandi interventi. Parleremo di mercato a gennaio, lo dico anche per rispetto di questo gruppo che si sta impegnando molto. In generale, sono soddisfatto del rendimento dei miei calciatori. Ovviamente alcuni devono crescere, ma vi assicuro che tutti lavorano con grande abnegazione, anche chi sta trovando poco spazio scalpita per diventare protagonista. Siamo in linea con i programmi, ma dobbiamo migliorare».

Giovanni Tontodonati

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