Oddo: «Poco lucidi» Rossi: «Ottimo pari»

L’allievo e il “maestro”: in fase offensiva molta stanchezza
PESCARA. Traversa di Melchiorri, poi Bjarnason, Pasquato e Caprari hanno sfiorato il gol. Per almeno 60’ il Pescara ha dominato.
Il Bologna, innaffiato dai dollari del ricco italoamericano Joey Saputo, non ha impressionato per intensità e vigore, ma in quelle poche volte che ha provato a pungere ha fatto scattare l’allarme nelle retrovie biancazzurre. Il Bologna ha messo le transenne davanti a Da Costa. Tutti dietro, compatti e pronti a sfruttare il minimo errore. Ora a Bologna serve l’impresa, ma questo Pescara firmato Massimo Oddo ha dimostrato di poter sconvolgere qualsiasi pronostico.
«Non abbiamo disputato un buon primo tempo, abbiamo mosso poco il pallone e cambiato poco il gioco». Oddo recrimina, ma spiega anche che «eravamo poco lucidi, ma capisco anche che sia colpa della stanchezza, che è venuta fuori soprattutto in quei 3-4 elementi che hanno sempre giocato, ma sono felice sul piano del risultato. Andremo a Bologna con l'obiettivo di vincere».
Sempre col piede pigiato sull’acceleratore e mai un centimetro indietro. «Mi spiace perché nel primo tempo potevamo fare molto di più. Non abbiamo fatto quello che avevamo preparato e nel secondo tempo siamo crollati fisicamente».
Oddo ha provato a scardinare la blindatissima retroguardia felsinea: «Il Bologna è venuto qui a non prenderle e ha fatto solo lanci lunghi per i due attaccanti. Abbiamo rischiato anche qualcosa, poi ho cercato di abbassare Bjarnason, per evitare brutte sorprese. Il pareggio è un buon risultato. I rigori non dati? Non mi interessano», replica quasi stizzito, «abbiamo sciupato 3-4 palle gol e abbiamo subìto qualche contropiede su cui mi sono molto arrabbiato, ma ci sta perché avevamo voglia di vincere».
Martedì al Dall’Ara ci sarà il problema dei due nazionali, Memushaj e Bjarnason. «Ci auguriamo che possano esserci e che non vadano in Nazionale, ma saranno sostituiti degnamente. Su Memushaj ci sono buone speranze per averlo in campo, dato che gioca una gara amichevole con la sua Albania, sabato, contro la Francia. Per Bjarnason credo che ci sia qualche problema in più e sarà difficile». Con l’uscita di Salamon per infortunio la squadra è andata un po’ in tilt, ma Oddo non ha paura. «Non temo nulla, sono loro che devono temere noi. Abbiamo vinto a Vicenza e Perugia quindi per noi niente paura. Possiamo vincere anche a Bologna». Tono sicuro e idee chiare, come quelle suo “maestro”, Delio Rossi. «Rossi è un grande. Ci siamo salutati prima e dopo la partita. Ha dimostrato di nuovo che è un grande allenatore. È stato intelligente perché ha capito che il Bologna non stava bene, quindi ha badato a non prenderle, a chiudersi e puntare sulla profondità».
Hai capito Oddo “l’allievo”… Rossi, invece, la vede così. «Il Pescara ha giocato molto sulle ripartenze degli attaccanti, molto veloci. Abbiamo fatto diversi errori nel primo tempo, permettendo al Pescara di giocare sfruttando questa caratteristica», spiega Delio Rossi, che in sala stampa saluta diversi amici, visto che è stato allenatore del Pescara nella stagione ’95-96 e 2000-2001.
«Quello di stasera è un risultato giusto in virtù di quanto fatto dalle due squadre. Sono contento della prova degli attaccanti, hanno dato tanto. Peccato che mancano solo di lucidità in fase realizzativa, ma è colpa anche della stanchezza». Rossi ha azzeccato anche il cambio Matuzalem: «È è un giocatore importante per noi ma Bessa lo ha sostituito nel migliore dei modi. Nella ripresa abbiamo giocato bene, dovevamo sfruttare meglio qualche ripartenza. Potevamo essere più coraggiosi, ma l'avversario era forte e la partita era importante. Il pareggio va benissimo». Oddo aveva detto alla vigilia che poteva fare 2-3 gol al Bologna e ieri sera non ha visto benissimo la banda rossoblù. «Massimo Oddo è un bravo ragazzo al quale voglio un gran bene e gli perdono tutto», dice sorridendo. Ma a Bologna farà di tutto per farlo piangere, non di gioia.
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