Oddo: problema mentale ci manca la cattiveria

21 Marzo 2016

Il tecnico non va a caccia di alibi: «Adesso bisogna lavorare solamente sulla testa e imparare a calciare lontano il pallone quando serve. Basta parlare di bel gioco»

CROTONE. Sguardo cupo, testa bassa. E' un Massimo Oddo scuro in volto, quello che si presenta in sala stampa al termine della gara persa in maniera netta a Crotone. La sua squadra ha pagato a caro prezzo le solite distrazioni difensive o individuali che, a conti fatti, sono costate tantissimi punti nelle ultime gare. «La differenza tra il Crotone e il Pescara in questo momento è solamente mentale. Loro nei momenti di difficoltà sono capaci di chiudersi, dare una “scarpata” per allontanare il pallone; questa invece è una cosa che non è nelle nostre corde, ma che in alcuni momenti dovremmo fare».

Il Pescara anche a Crotone ha pagato a carissimo prezzo alcune distrazioni nella fase difensiva, dopo appena 15’ i biancazzurri erano sotto di due reti e con una squadra come il Crotone diventa difficile recuperare senza concedere nulla. «Non sono errori solamente della difesa», ha precisato Oddo, «ma di atteggiamento in generale. Quando si prende gol su palla inattiva in area ci sono dieci giocatori più il portiere; in questo momento ci manca tantissimo la cattiveria, la determinazione e la voglia di non prendere gol. In occasione del loro raddoppio hanno vinto 4 o 5 rimpalli, a noi invece manca tutto questo e dobbiamo lavorarci tanto».

Per il tecnico quindi il problema è soprattutto mentale. All'Ezio Scida si sono viste due squadre completamente diverse: una che magari non ha grandissime qualità tecniche ma che compensa tutto con la grinta e il gruppo, l'altra sbadata e poco cattiva, un atteggiamento che rischia di mettere in dubbio anche l'obiettivo minimo stagionale.

«In questo momento», rincara Oddo, «bisogna lavorare solamente sulla testa, non sulla tecnica e la tattica. In occasione del terzo e quarto gol sono stati errori individuali ma non grossolani, penso sia una questione mentale e di cattiveria. Ci sono squadre che ce l'hanno nelle corde, noi meno. Il Crotone gioca col sangue agli occhi, corrono novanta minuti e nei momenti di difficoltà fanno cose che nel calcio servono. Peccato, noi queste cose non ce l'abbiamo».

Anche a Crotone il Pescara ha fatto vedere il solito bel gioco ma non è bastato, il tecnico non cerca alcun alibi e sa bene per salvare la stagione la sua squadra deve tornare a essere anche concreta e far punti il prima possibile. «Siamo sempre a parlare del bel gioco, poi alla fine si finisce col prenderci in giro visto che i punti sono quelli. Siamo a commentare una partita persa e sono stanco di commentare queste cose. Dobbiamo lavorare e raddrizzare questo trend, magari con molta più attenzione che in questo momento ci manca».

Di umore totalmente opposto Alberto Corradi, allenatore in seconda del Crotone arrivato in conferenza stampa al posto dell'influenzato Juric. «Il traguardo Serie A è vicino, ma siamo consapevoli che dobbiamo ancora lottare senza mollare nulla. I ragazzi nel corso della stagione sono cresciuti tantissimo, è stata una partita molto bella visto che, come pensavamo, il Pescara è arrivato a Crotone per giocarsela a viso aperto e non sono mancate le occasioni sia da una parte sia dall'altra. Si è visto ancora una volta come anche nei momenti difficoltà, con grandi squadre di fronte, la squadra sa soffrire e lottare unita per raggiungere l'obiettivo. Adesso ci godremo per poco questo successo visto che fin da subito penseremo alla prossima gara; non sarà facile andare a giocare ad Avellino ma come al solito lo faremo per raccogliere il massimo e la prepareremo in ogni minimo dettaglio».

Vincenzo Montalcini

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