Oddo: salvezza con il gioco ma ora dobbiamo vincere

31 Ottobre 2016

L’allenatore: non abbiamo paura, possiamo lottare alla pari con chiunque

MILANO. I soliti applausi, i soliti punti? No, al Delfino non piace il sapore della vittoria. Gioca e diverte, tuttavia il risultato non cambia. Dopo undici giornate il Pescara è l’unica squadra in serie A che non ha vinto una partita. Il dato è allarmante, anche se l’idea di calcio piace. Anche a San Siro i biancazzurri hanno creato tanto, fatto spaventare il Diavolo, però alla fine il risultato ha premiato i rossoneri. Se può consolare, è stato un Delfino diverso rispetto all’orrenda brutta copia vista mercoledì scorso contro l’Atalanta. «Sono convinto che possiamo salvarci col gioco», Massimo Oddo ormai lo ripete come un mantra. Il lavoro paga e col bel gioco il Pescara arriverà lontano, a suo dire. «La nostra filosofia ci ha portati alla vittoria del campionato l’anno scorso, dimostrando che possiamo giocarcela con tutti. Ci mancano alcune caratteristiche, come la fisicità, quindi non c’è altro modo per fare calcio». Provare a giocarsela con coraggio. «Se facciamo qualche altra cosa, come è successo con l’Atalanta, perdi lo stesso giocando male. Bisogna proseguire su questa strada».

Oddo è ritornato a San Siro da allenatore avversario, dopo aver vestito la maglia rossonera da giocatore per 56 partite, condite da due gol nella massima serie. «Ho visto un Milan in difficoltà, evidentemente per merito del Pescara. Può capitare. Come è successo a noi con l’Atalanta. I complimenti fanno piacere, però l’importante è che vengano tramutati in rabbia per continuare a credere nella tua filosofia di gioco: non so quante squadre sarebbero venute a San Siro a giocarsela come abbiamo fatto noi, a viso aperto. Probabilmente meritavamo di più, evidentemente il Milan ha fatto zero errori e noi uno, quindi è giusto aver perso. Se Donnarumma ti prende la palla da sotto l’incrocio è difficile dare la colpa a qualcuno: contro di noi tutti fanno i miracoli, ma non deve essere una scusante. Abbiamo dimostrato sul campo di poter lottare alla pari contro chiunque. Certo, qualche cosa dovremo cambiare. Abbiamo messo in difficoltà la terza forza del campionato, facendo qui, a San Siro, il nostro calcio, mettendo più volte sotto i nostri avversari. L’unico errore che posso rilevare è che abbiamo “regalato” la punizione dal quale è arrivato il gol partita». E sicuramente l’allenatore biancazzurro terrà a rapporto Mitrita, per quel pallone perso e il successivo fallo che ha portato al calcio di punizione decisivo per la partita. «Mitrita ha fatto il suo percorso e sta crescendo, i suoi errori li commette, certo. Come ha fatto col Milan, ma sono cose che possono capitare». E adesso sa bene che non può fallire lo scontro diretto in programma domenica, alle 12.30. «Ora dobbiamo vincere con l’Empoli», afferma con tono perentorio. Il Delfino non può rimandare l’appuntamento con la vittoria. Tre punti per arrivare “vivi” al mercato di gennaio e magari reperire qualche pedina in grado di facilitare l’operazione salvezza. Oddo magari rivorrebbe il “suo” bomber, ora al Milan: «Lapadula non è inferiore a tutti gli attaccanti del Milan», sottolinea il tecnico del Pescara, «se torna a Pescara? Fa bene a stare qui perché ha le possibilità di mettersi in mostra. Gli ho detto di tenere duro perché secondo me non ha nulla da invidiare agli altri attaccanti rossoneri. Io lo farei giocare al posto di chiunque al Milan, perché è più forte. Ma è il mio punto di vista, evidentemente Vincenzo», riferendosi a Montella, «ne ha un altro». E l’ex aeroplanino non ha nessuna intenzione di privarsene: «Di Lapadula sono contento», dice Montella. «Siamo al Milan. Davanti ha Bacca che ha vinto due Europa League e Luiz Adriano che ha fatto 4 gol in Champions. Se pensassero al Pescara di volerlo gratis in prestito a gennaio, se lo possono scordare. Non penso che il Milan voglia cederlo visto che lo ha pagato bene», mette le cose in chiaro il nocchiero rossonero, che ha tirato un sospiro di sollievo al fischio finale. «Non era assolutamente facile, come tenuta mentale la squadra mi è piaciuta. Merito del Pescara che ha fatto una buonissima partita».

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