Oddo: sconfitta meritata Baroni: niente vendette

Il biancazzurro: «Zero alibi, non abbiamo giocato come al solito»
NOVARA. Una prova di maturità non superata.Il Pescara torna a casa dopo la trasferta di Novara con più dubbi che certezze. In particolare, il problema sul quale dovrà lavorare Massimo Oddo è caratteriale: la squadra gioca bene, crea e si presenta più volte davanti a Da Costa, ma spreca le palle gol necessarie per acciuffare la partita.E anche in difesa sono dolori, perché i biancazzurri incassano troppe reti su errori individuali o di reparto, come successo al Piola: il gol di testa di Evacuo può essere tranquillamente derubricato alla voce “errori grossolani”. E su Twitter il cinguettio del tecnico biancazzurro è abbastanza chiaro. «A volte si può sbagliare ma è dagli errori che si impara. Nessun dramma, andiamo avanti!»
Ma la partita di Novara è anche la rivincita del grande ex Marco Baroni, cacciato lo scorso anno ad una giornata dal termine del campionato dal presidente Sebastiani, proprio in favore della promozione di Oddo dalla Primavera (poi autore della cavalcata play off, che ha portato il Delfino ad un passo dalla serie A). E' proprio Baroni, ora tecnico di un Novara in grande ripresa rispetto alle prime giornate di campionato, a parlare delle emozioni della sfida contro il suo recente passato: «Non penso alle vendette», ha detto, «voglio fare bene, non era importante battere il Pescara, ma fare tre punti sempre. Vogliamo la salvezza. Non voglio però creare obiettivi, vogliamo migliorarci partita dopo partita. Siamo una squadra nuova e dobbiamo continuare a lavorare settimanalmente. Nelle ultime cinque gare abbiamo raccolto quattro vittorie e un pareggio, la squadra ha trovato la quadratura, giochiamo con attenzione e con lo spirito che serve in questa categoria».
Mastica amaro, invece, Massimo Oddo, che fallisce l'aggancio al Crotone al terzo posto, con il Pescara che rimane al sesto posto e che sabato se la vedrà in casa contro la Ternana. «Il rammarico più grande è per come abbiamo preso il gol: abbiamo concesso troppo spazio in una zona del campo dove dobbiamo stare molto più attenti. Il Novara è stato superiore a noi sul piano dell'agonismo», ha aggiunto il tecnico del Pescara che nel pre-partita ha ricevuto la visita dell’ex difensore del Milan, Billy Costacurta, «e noi dovevamo fare tutto un altro tipo di partita. Loro, soprattutto nel secondo tempo, hanno creato tanto soltanto grazie alle ripartenze, visto che eravamo sbilanciati in avanti per cercare di pareggiare. Ho cercato di allargare il gioco perché c'era troppo intasamento in mezzo al campo, ma non è bastato perché non siamo mai stati realmente incisivi. La differenza fra casa e trasferta? Non è vero. Fuori abbiamo perso ma giocando sempre ottime partite. Quando perdiamo è perché non giochiamo come al solito. Non ci sono scuse, anche il Novara era stanco, non abbiamo fatto bene e abbiamo meritato di perdere. Da questa sconfitta dobbiamo imparare tantissimo, abbiamo la necessità di ripartire a testa alta. Di Massimo alla Juve? Ha fatto un provino con noi lo scorso anno quando io ero in Primavera. Era bravino. Deve aver fatto passi da gigante se la Juve lo ha preso».
C'è rammarico anche per l'espulsione di Memushaj nel finale: l’albanese sarà costretto a saltare la prossima gara contro la Ternana e per Oddo è un assenza pesantissima. Ma adesso il Pescara ha l’obbligo di rialzare la testa: per lottare per la serie A, deve crescere.
Fabio Faggiano

