Oddo: si poteva vincere ce la giochiamo con tutti

L’allenatore soddisfatto: ci danno per retrocessi? Ribalteremo i pronostici
PESCARA. Lo scherzetto non è riuscito per un soffio, anzi per un “liscio”. Dopo 28 anni, il Pescara non stecca la gara d’esordio in serie A. Come nel 1988, i biancazzurri riescono ad imbrigliare una big, allora fu la Roma (0-0), ieri il Napoli. Il ritorno in A dopo 4 anni è stato dolce, quasi da stropicciarsi gli occhi. Corre, lotta, punge, segna e gode nel primo tempo, si rilassa e rischia grosso nella ripresa. Una partita dal doppio volto, ma che lascia ben sperare.
Il 2-2 col Napoli è un buon trampolino di lancio per i biancazzurri di Massimo Oddo. L’ultima volta, nel 2012, era il 26 agosto, al debutto arrivarono tre sberle dall’Inter, ieri il Delfino ha rischiato di mandare in tilt i partenopei di Maurizio Sarri, il grande ex, che ieri dopo la partita ha preferito rimanere in silenzio. Massimo Oddo, invece, parla, eccome se parla. «Sono contento», dice l’allenatore del Pescara nella rumorosa sala stampa dell’Adriatico. «Abbiamo fatto sicuramente un grandissimo primo tempo, nella ripresa siamo calati ma ci siamo difesi con grande ordine concedendo pochissimo al Napoli. C’è rammarico per come sono arrivati i gol ma sono contento per la prestazione della mia squadra». Il 40enne pescarese ha sfiorato il colpaccio contro i blasonati partenopei. «Sono super contento, abbiamo fatto una grande partita, anche nel secondo tempo, al cospetto di una squadra come il Napoli che fa anche la Champions è normale soffrire, anche perché abbiamo tanti giovani alla prima esperienza in serie A. Sono soddisfatto e ottimista per il futuro».
Alla vigilia, Oddo aveva detto che non avrebbe firmato per il pari, invece... «Non firmo mai per un pareggio», dice l’allenatore, «perché in campo si va per vincere e la squadra deve sempre dare il massimo. A volte ci si riesce, altre volte no. C’è comunque un po’ di rammarico, soprattutto per come è arrivato il secondo gol, ma le risposte della squadra sono assolutamente positive e importanti». Risposte importanti dai singoli, specie da Brugman: «Gaston sta crescendo tanto. È un ragazzo molto intelligente, conosce i propri limiti e ha voglia di imparare. Sono contento del lavoro che sta facendo», ma anche Gyomber ha una menzione speciale. «È un giocatore di spessore e può darci tanto, però sembrano giocatori di categoria anche Caprari e Benali. Anche Coda mi è piaciuto, lasciando stare quella sfortunata azione del secondo gol che può capitare». E parla anche della scelta di far giocare Caprari “falso nueve”: «Valuto di settimana in settimana quello che vedo in campo, poi ovviamente mi adatto anche all’avversario. Ho scelto Caprari e non Manaj, perché prima della partita ho notato che il Napoli difficilmente rompe la linea, sia in difesa e sia in attacco, e ho preferito mettere Caprari per non dare punti di riferimento». E su chi inserisce il Pescara già tra le retrocesse risponde così: «È normale che siamo tra le squadre accreditate, essendo una neopromossa. E lo siamo ancora. Sta a noi ribaltare questi pronostici. Dobbiamo avere l’umiltà di lavorare per cercare di crescere e sono fiducioso».
E ieri la società gli ha fatto due regali con l’arrivo di Bahebeck e Pepe. «Abbiamo chiuso la trattativa con Pepe, è un ragazzo che ha una storia importante e capace di interpretare più ruoli. C’è bisogno di un po’ di esperienza. La società sa quello che serve, ora abbiamo preso due giocatori che ci daranno una grossa mano. Pepe è un ragazzo che conosco bene e può tornarci molto utile».
E alla domanda sul possibile ritorno di Lapadula, sorride, si asciuga il sudore e risponde così: «Sarebbero dei pazzi a ridarcelo dopo averlo preso per 10 milioni», dice riferendosi al Milan, «non credo che sia una cosa fattibile, ma se dovesse tornare per me andrebbe benissimo». E la società ci sta pensando seriamente.
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