Oddo: stringiamo i denti serve una reazione forte

24 Ottobre 2020

Il tecnico si prende la responsabilità della falsa partenza: «Colpa mia»

PESCARA . A caccia della prima vittoria in campionato. Reduce da tre sconfitte di fila, il Pescara sfida il Frosinone all’Adriatico (ore 16) con l’obiettivo di lasciare l’ultimo posto in classifica. Lo 0-4 di Venezia brucia ancora e Massimo Oddo si prende le colpe della disfatta. «Sono io il primo responsabile», dice il tecnico, «in questo momento siamo fragili, quando prendiamo un gol ci abbattiamo e non va bene. Nel secondo tempo a Venezia abbiamo commesso tanti errori, ci siamo sfilacciati perdendo compattezza. Addirittura, sullo 0-2 e con un uomo in meno, la squadra voleva recuperare il risultato a tutti i costi, invece a volte devi solo limitare i danni. Forse non mi avete mai sentito parlare in questi termini, ma io sono uguale agli allenatori. Quando non hai le armi per fare male agli avversari devi trovare soluzioni alternative, a volte bisogna pensare a non prenderle». L’assenza di Asencio e Ceter hanno reso sterile il reparto offensivo, forse bisognerebbe cambiare qualcosa a livello tattico per rendere meno vulnerabile la difesa. «Non credo che le criticità siano causate dal modulo, il discorso riguarda l’equilibrio e l’agonismo, dobbiamo essere più compatti e cattivi». Oggi, tuttavia, il Pescara potrebbe scendere in campo con una nuova veste (3-5-1-1), ma il tecnico fa pretattica. «Non sto pensando di cambiare sistema di gioco».
Maistro, Galano e il modulo. L’ex salernitano è sulla via del completo recupero, stesso discorso per l’attaccante che, però, almeno inizialmente potrebbe essere preservato. Al contrario, Maistro giocherà titolare in attacco indipendentemente dal sistema di gioco che verrà utilizzato. Nel caso in cui Oddo decidesse di proporre il 4-3-2-1 il 22enne di proprietà della Lazio sarebbe uno dei due trequartisti. Se il tecnico optasse per il 3-5-1-1, agirebbe da rifinitore alle spalle dell’unica punta che dovrebbe essere Bocic. «Galano e Maistro hanno recuperato e possono giocare».
Partenza a rilento. Le numerose assenze, le precarie condizioni di almeno sei-sette giocatori e l’inizio ritardato della preparazione hanno complicato il lavoro di Oddo che sapeva di dover fronteggiare un avvio di stagione problematico. «Avevo preventivato di essere in fondo alla classifica all’inizio del campionato, c’è un percorso da fare e speriamo di risollevarci in fretta. In questa fase è d'obbligo stringere i denti, abbiamo evidenti difficoltà in avanti e dobbiamo cercare di sfruttare le caratteristiche degli elementi che sono disponibili. In ogni caso, non possiamo abbatterci di fronte alle avversità, bisogna reagire e rialzare la testa. La colpa è mia, tocca a me risolvere il problema». Due giorni fa il presidente Daniele Sebastiani ha ribadito la fiducia nei suoi confronti, d’altronde, dopo sole quattro partite sarebbe illogico mettere in discussione un tecnico scelto per un progetto biennale. «Conosco il mio mestiere, tutti gli allenatori sono legati ai risultati e sono i primi a pagare quando non sono soddisfacenti. Fa piacere ricevere attestati di stima da parte del presidente, ma, ripeto, le critiche sono giuste e se la squadra si esprime male sono io il primo responsabile. Sbaglio come tutti, però guardo sempre avanti per trovare soluzioni, sono convinto che la squadra presto riuscirà a trasformare le critiche in applausi e a ritrovare il sorriso».
L’amico Nesta. I ricordi di tante vittorie conquistate insieme nel Milan e in Nazionale dovranno essere messi da parte per un pomeriggio. L’allenatore del Pescara e il tecnico del Frosinone, Alessandro Nesta, proveranno a superarsi. «Alessandro è un amico, insieme abbiamo trascorso anni meravigliosi», dice Oddo. «Lui ha iniziato da poco la carriera in panchina e ha capito subito che quello dell’allenatore è il ruolo più difficile nel calcio. Parliamo spesso, sarà un piacere rivederlo. Il Frosinone? Ha una rosa costruita per vincere, lotterà fino alla fine per la promozione».
Giovanni Tontodonati
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