Oddo: «È un sogno che si avvera»

Primo allenamento del nuovo allenatore, ripartirà dal 4-2-3-1
PESCARA. «Allenare la squadra della mia città è un sogno che si avvera. Un onore ed una grande responsabilità». Con un tweet ieri mattina ha aperto la sua nuova avventura. Massimo Oddo ieri ha diretto il primo allenamento dopo l’esonero di Marco Baroni. Jeans, camicia bianca e un pullover rosso fuoco, è arrivato a bordo del suo Suv intorno alle 10 al centro sportivo Vestina.
Il Delfino gli ha chiesto la qualificazione ai play off, obiettivo ancora alla portata. «Certo che ci credo, altrimenti non avrei accettato la panchina», si è lasciato sfuggire l’ex allenatore della Primavera mentre entrava nel centro sportivo. La sua giornata speciale, però, era iniziata qualche ora prima. Alle 8.30, infatti, Oddo ha incontrato lo stato maggiore del club negli uffici del presidente Sebastiani. Poco dopo, nelle eleganti stanze della Interservices Leasing, è arrivata una delegazione della squadra (i cosiddetti senatori) che ha incontrato Oddo e la dirigenza. Un breve saluto e poi un punto della situazione tra alcuni calciatori e il nuovo allenatore. L’ex difensore di Milan, Lazio, Bayern e Lecce contro il Livorno deve far tornare il sorriso alla classifica, agguantando l’ultimo treno per i play off. Non cambierà molto. La sua idea è quella di schierare la squadra con il 4-2-3-1 o col 4-4-2. Sistemi di gioco a parte, l’unica cosa certa è che il campione del Mondo nel 2006, giocherà con una formazione offensiva e con la linea dei difensori alta. «È stata una decisione sofferta», le parole di Sebastiani presente ieri al Vestina insieme al ds Pavone. «Non è una cosa normale esonerare un allenatore ad una giornata dalla fine, ma serviva una scossa forte e la squadra lo sa. Non vogliamo certo mettere la croce sulle spalle di Oddo, ma volevamo provare anche questa soluzione: Oddo in questi quattro giorni deve lavorare con tranquillità per preparare la partita con il Livorno». Oddo sarà solo un traghettatore o l’allenatore del futuro? «Facciamo un passo alla volta. Massimo fa parte della nostra famiglia, l'abbiamo chiamato ieri sera (sabato, ndr) è ha accettato senza tentennamenti. Ripeto, lui è uno della famiglia, ha fatto bene con la Primavera e vediamo cosa succederà». Sulla panchina nelle ultime tre stagioni si sono alternati ben sette allenatori. L’esonero di Baroni si può tradurre con il fallimento di un progetto e quello di Sebastiani. Ma, pur ammettendo le colpe, Sebastiani la pensa così: « Siamo responsabili, di tutto quello che succede. Delle cose negative e di quelle positive. Certo, non mi sembra che questa società abbia fatto qualcosa di male nei confronti della piazza. Ci stiamo giocando i play off eppure avverto parecchia negatività». L’esonero di Baroni è il fallimento di Sebastiani? «Non credo che sia il fallimento di Sebastiani. Baroni l'abbiamo preso insieme, un allenatore che tra gli esordienti l'anno scorso era stato giudicato il migliore. A Varese ero molto incazzato, me ne sono andato via subito dopo la partita. Ho parlato con Baroni per pochi minuti e la decisione l'abbiamo presa con Iannascoli ed i direttori strada facendo». L’appello è alla squadra. «Voglio solo che venerdì facciano quello che sanno fare, gettando il cuore oltre l'ostacolo, ma senza assilli. Oddo ha 30 anni di carriera alle spalle, è campione del mondo e saprà toccare le corde giuste».
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