Oggi tocca a Messi: «È la mia ultima occasione»

22 Novembre 2022

L’Argentina contro l’Arabia Saudita con l’attaccante che non si nasconde: «Sono qui per vincere»

DOHA. «Sarà il mio ultimo Mondiale, e l'ultima opportunità di realizzare il mio sogno». Alla vigilia dell'esordio a Qatar 2022, contro l'Arabia Saudita, questa mattina alle ore 11, Lionel Messi, che si definisce «in un gran momento» e senza problemi fisici, non usa giri di parole, e fa capire quale sia il suo obiettivo.
Il precedente della Coppa America, vinta l'anno scorso, lo conforta così come l'affetto della gente, non solo quello dei tifosi argentini il cui entusiasmo è strabordante, al punto che, a migliaia, hanno dato vita a una sbandierata sul lungomare di Doha a cui ha preso parte anche il tennista Diego Schwartzman, qui in veste di supporter. «Ma è bellissimo che tanta gente che non è argentina», dice ancora il 35enne Messi, «desideri che la nostra nazionale sia campione a causa mia, per il fatto che pensa che io lo meriti. Non posso fare altro che ringraziare per l'affetto che ho avvertito nei miei confronti nel corso della la carriera, e in ogni parte del mondo. Ora non so cosa succederà, veniamo da una serie di vittorie (l'Argentina è imbattuta da 36 partite, ndc) e questo ci dà ulteriore forza, facendoci lavorare con meno ansia. Questo gruppo mi ricorda quello del 2014, che era unito e aveva chiaro ciò che voleva». L'Albiceleste di quel Mondiale, quello brasiliano, arrivò in finale, anche in quel caso sulla spinta dell'entusiasmo dei suoi tifosi, ma l'esito non fu quello sperato, perché al Maracanà vinse match e titolo mondiale la Germania, e a consolare Messi non bastò il premio di miglior giocatore del torneo.
Al ct Scaloni, in vista della sfida con i sauditi, non rimane che risolvere il dubbio per l'attacco tra Lautaro Martinez e Julian Alvarez: uno dei due affiancherà Messi e Di Maria nel tridente offensivo. A centrocampo dovrebbero giocare Paredes, De Paul e Mac Allister, quest'ultimo stella del Brighton. Intanto Messi sottolinea di non aver fatto «alcuna preparazione speciale, la differenza sta nel periodo, perché non siamo arrivati qui a fine stagione». A spingerlo è «la voglia di fare sempre meglio e di vincere che ho ancora». Gli serve fare bene contro l'Arabia Saudita anche per far sparire le polemiche che lo hanno coinvolto, in patria ma non solo, quando è diventato (mesi fa e dietro ’ricompensa’ milionaria) testimonial del ministero del Turismo saudita e in tanti, 'Amnesty International' in primis, hanno fatto notare che la Pulce non avrebbe dovuto prestare la propria immagine a un regime che non tiene in gran conto i diritti umani (con il Qatar la storia si ripete...) e aveva ordinato l'assassinio del giornalista Jamal Khashoggi.