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Il sorpasso lo firma Lautaro Martinez. Sì, perché se Ronaldo non fa il fenomeno ci pensa l’attaccante nerazzurro a fare la differenza. Altri due gol, fanno 13 in questo avvio di stagione per l’argenti...
Il sorpasso lo firma Lautaro Martinez. Sì, perché se Ronaldo non fa il fenomeno ci pensa l’attaccante nerazzurro a fare la differenza. Altri due gol, fanno 13 in questo avvio di stagione per l’argentino lanciato definitivamente da Conte. Segna spesso all’inizio. E dopo essere stato determinante in Champions concede il bis anche in campionato con la Spal. La Juve no. A ben vedere c’è poco da sorprendersi, perché i bianconeri è vero che sono ancora imbattuti, ma molte partite le hanno vinte di misura e indirizzate con guizzi o azioni personali dei tanti campioni in rosa. Con il Sassuolo no, troppi errori, anche un po’ di sfortuna. E la sensazione che dopo mesi di gestione Sarri la squadra sia ancora quella di Allegri nella mentalità e nel gioco. L’effetto Conte nell’Inter è evidente, in campo e in classifica; quello di Sarri nella Juve no. La differenza sta nell’intensità di gioco che si riscontra nelle partite dell’Inter, superiore a quella dei campioni d’Italia che dalla loro hanno la qualità e la profondità dell’organico. Alla prossima Inter-Roma (venerdì) e Lazio-Juve (sabato): scintille! La domenica calcistica segnata dal cambio della guardia in vetta alla classifica all’insegna di Lautaro Martinez consegna un’altra considerazione. Riguarda i cambi in corsa in panchina: finora, tranne quello di Ranieri alla Sampdoria, non hanno sortito effetti. A tal punto che il Brescia è tornato indietro, esonerando il pescarese Fabio Grosso e richiamando Eugenio Corini reclamato a gran voce dalla tifoseria. Un epilogo facilmente prevedibile dal tipo di approccio avuto da Grosso, ancora una volta troppo rigido. Attaccato più alla sua filosofia di gioco e il suo credo che alla disponibilità tecnica della squadra. Subito allo scontro con Balotelli, il giocatore che può rappresentare il valore aggiunto per la salvezza. Il tutto fa tre sconfitte di fila, zero gol fatti e undici subiti. Da Brescia e Genova il percorso è breve il rendimento di Thiago Motta non è affatto distante da quello di Andreazzoli. Nel Milan, invece, il successo di Parma è il primo vero squillo della gestione Pioli che altrimenti non differiva molto da quella di Giampaolo.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

