Oldani, sprint d’applausi Ciccone medita l’attacco

A Genova primo successo da professionista per il corridore milanese
GENOVA. Ci abbiamo preso gusto, il tricolore continua a sventolare sul gradino più alto del podio. Il Giro parla ancora italiano e dopo lo sprint vincente a Reggio Emilia di Alberto Dainese, ecco l’urlo di gioia di Stefano Oldani (Alpecin). Il compagno di squadra di Mathieu Van Der Poel fulmina Lorenzo Rota e Gijs Leemreize sul traguardo di Genova al termine di una tappa velocissima e con tanti significati particolari. Il pensiero per lo sfortunato Wouter Weylandt deceduto nel 2011 dopo un incidente in discesa sul Passo del Bocco, il passaggio sul nuovo Ponte San Giorgio a Genova ricostruito al posto del Morandi crollato nel 2018. Quanti ricordi nella la frazione di ieri e tutti i corridori quando sono transitati sul Bocco hanno mandato un abbraccio virtuale allo sfortunato collega. E che emozione il passaggio sul nuovo ponte a quasi quattro anni da quella tragedia che è costata la vita a 43 persone. Genova come Napoli e Pescara: le grandi città italiane hanno risposto con entusiasmo alla chiamata del Giro d’Italia e la cartolina rosa inviata a tutto il mondo è qualcosa di unico.
La tappa. Fuga di giornata doveva essere e fuga di giornata è stata. Al km zero ci prova subito Mathieu Van Der Poel, ma il gruppo non manda via il capitano della Alpecin e le medie restano elevatissime fino allo sprint per i punti della maglia ciclamino vinto da Arnaud Demare. Il francese rinforza il suo primato e con l’abbandono di Girmay può arrivare senza problemi a Verona e trionfare per la seconda volta nella speciale classifica. Parte finalmente la fuga di giornata ed è un gruppone di 25 corridori con dentro anche qualche pezzo grosso. Wilco Kelderman (Bora) ne approfitta per rimontare tante posizioni in classifica e con lui nella fuga anche il solito Van Der Poel, Mollema, Hamilton e Sobrero. Il vantaggio diventa sempre più importante e supera i 5’, ma è sulla salita di La Colletta che inizia il delitto perfetto. Tutti aspettano Van Der Poel e, invece, parte Lorenzo Rota seguito da Stefano Oldani e Gijs Leemreize. Dietro capiscono troppo tardi che è una trappola per mandare via il compagno Oldani perché Van Der Poel fa fatica, mentre Kelderman e gli altri si sono fatti sorprendere. Il vantaggio dei tre arriva a toccare il minuto. A Genova sarà una questione tra i due italiani e il giovane olandese, mentre Kelderman ha interessi di classifica e alla fine rosicchierà oltre 8’ alla maglia rosa risalendo fino alla tredicesima posizione. Con Buchman e Hindley la Bora inizia a fare paura.
La volata. Leemreize prova a sorprendere i due azzurri partendo la lontano, ma Oldani è attento e chiude con Rota che lo marca stretto. Il finale è un po’ strano perché l’olandese della Jumbo si sposta sulla destra e i tre vanno ad andatura turistica, quasi il “surplace" prima di una volata in pista. Poi, si fa sul serio e Oldani mette le cose in chiaro con Rota che deve accontentarsi del secondo posto e non bissa il successo del compagno Girmay a Jesi. Una particolarità: il gruppo se l’è presa comoda, Keledrman ha ringraziato ed è rientrato in classifica e i primi a tagliare il traguardo sono in parata i Trek Segafredo di Lopez con Cataldo e Ciccone (26° in classifica a 10’12” dalla maglia rosa) nelle primissime posizioni.
Le salite. Quando potrà attaccare Giulio Ciccone? L’ideale sarebbe un’azione alla Kelderman per rientrare in classifica e se guardiamo alle opportunità prima del giorno di riposo di lunedì vengono in mente le frazioni di Torino (sabato) e Cogne (domenica). Il terreno ideale per provare l’azione da lontano c’è, ma resta la priorità di supportare la maglia rosa Lopez che subito ha precisato. «Ciccone per me è importantissimo e conto molto sul suo aiuto». Giulio attaccherà o sarà un gregario fidato? Entrambe le opzioni vanno bene ma un successo abruzzese sarebbe bellissimo.
Enrico Giancarli
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