Olimpiadi sfumate, Iezzi punta agli Europei

Tiro a volo, la teatina non partirà per Tokyo 2020. Nel mirino i campionati a Lonato e i Giochi militari
CHIETI. Niente Olimpiadi, ma nuovi obiettivi nel mirino. Alessia Iezzi, 23 anni, di Chieti, non parteciperà ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Due anni fa, quando vinse la medaglia d’oro nella finale del trap della coppa del mondo di tiro a volo, le Olimpiadi sembravano un sogno alla portata. Ora è sfumato. I due pass olimpici disponibili sono stati staccati dalle azzurre Jessica Rossi e Silvana Stanco. La prima, 27 anni di Cento, ha conquistato la seconda ed ultima carta olimpica possibile nel trap femminile, dopo aver vinto la finale nella prima tappa della coppa del mondo, battendo in finale l’australiana Laetisha Scanlan. La prima carta, invece, è stata presa da Stanco, 26 anni, campana, grazie al terzo posto ottenuto ai campionati mondiali in Corea del Sud. «Sono state più brave di me», dice Iezzi, «hanno sparato meglio e si sono meritate la qualificazione alle Olimpiadi». In realtà le convocazioni spettano al ct Albano Pera e non sono state ancora fatte ma, a meno di clamorose sorprese, Iezzi non partirà per Tokyo. Un sogno sfumato, ma la campionessa teatina si sta preparando per i prossimi impegni. Dal 25 al 30 agosto parteciperà al Grand Prix internazionale in Umbria e il 18 ottobre partirà per la Cina, direzione Wuhan, per i Giochi mondiali militari estivi.
L’obiettivo, poi, è la convocazione agli Europei di settembre. «Ci spero», dice Alessia, cresciuta con la passione per il tiro al volo grazie al nonno Carmine, fondatore del poligono Sant'Uberto a Manoppello dove la campionessa teatina ha iniziato a sparare insieme al papà Antonello. «È una tradizione di famiglia», ha raccontato Iezzi. «All'inizio facevo danza, poi mi sono dedicata completamente al tiro. Mio nonno Carmine ha aperto un campo di tiro a volo a Manoppello e mio padre ha praticato questo sport ad alti livelli. Quando ero piccola, il nonno mi accompagnava a vedere le gara di papà. Andavo lì con la voglia di sparare, così a 9 anni mi sono fatta regalare un fucile a piombini e ho chiesto a papà di insegnarmi tutto quello che sapeva. Tutti i giorni prendevo un piattello, lo mettevo a terra e sparavo. Vederlo rompere mi rendeva felicissima». E sparare la rende felice ancora oggi. L’appuntamento con il sogno olimpico è rimandato, ma ci sono altri traguardi da raggiungere. A partire dagli Europei di settembre a Lonato. (g.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

