Omaggio a Toni il bomber gigante

Prima di Italia-Finlandia il presidente federale Tavecchio consegnerà una maglia celebrativa al campione del mondo
Con quelle movenze un po’ così, quel modo sgraziato di calciare, quell’approccio quasi goffo al pallone si faceva fatica a catalogare Luca Toni come calciatore. Segnava sì di testa, collo, piatto, interno ed esterno ma anche di punta, schiena, polpaccio, stinco e ogni altra parte del corpo che non fosse la mano. Perché lui le regole le rispettava, quelle scritte sui testi sacri della Fifa ma anche quelle non scritte dello spogliatoio e della deontologia professionale
E ha segnato tanto Luca Toni: 306 reti in 659 partite da professionista, dalla prima con il Modena in C1 nella stagione 1994-95 all’ultima con il Verona poche settimane fa. E proprio a Verona domani sera Luca Toni verrà celebrato prima del fischio d'inizio dell’amichevole Italia-Finlandia. Sarà omaggiato direttamente dal Presidente della Figc, Carlo Tavecchio con una maglia celebrativa della Nazionale.
Il giusto riconoscimento per un attaccante che ha dato tanto alla nazionale e al calcio italiano: due volte capocannoniere della Serie A, vincitore della Scarpa d'oro 2006 (primo giocatore italiano a vincerla e uno dei due insieme a Francesco Totti), quinto giocatore italiano capace di aggiudicarsi il titolo di capocannoniere in un campionato straniero, nel suo caso in Bundesliga con il Bayern Monaco.
Un Mondiale vinto nel 2006, 47 presenze e 16 gol fatti, questi i numeri in azzurro del bomber emiliano. Un viaggio, quello con l'Italia, iniziato il 18 agosto 2004 al 56' di Islanda-Italia (2-0) e concluso il 21 giugno 2009 nella sconfitta contro il Brasile (0-3) alla Confederations Cup: quasi 5 anni con l'azzurro sulla pelle.
Ha messo la firma ai Mondiali in Germania realizzando una doppietta nei quarti di finale e ha timbrato il cartellino anche contro la Francia ma la rete è stata annullata per fuorigioco.
Anche se in oltre vent’anni di onorata carriera professionistica la sua avventura in Nazionale è durata solo 5 anni, la sua immagine resta legata alla maglia azzurra perché la conquista di un Mondiale rilascia la patente di immortalità e poi perché nel suo viaggio nel mondo del pallone, il “pivot” del nostro calcio ha indossato più maglie di una top model alla Settimana della moda di Milano. Modena, Empoli, Fiorenzuola, Lodigiani, Treviso, Vicenza, Brescia, Palermo, Fiorentina, Bayern Monaco, Roma, Genoa, Juventus, Al Nasr e Verona. Forse anche per questo che a livello di vita privata è legato da sempre alla modella Marta Cecchetto, madre dei suoi figli.
A 39 anni Luca Toni ha deciso di lasciare il calcio, uscendo dalla porta principale del “Bentegodi” con un fisico ancora integro nonostante le battaglie sui campi di mezzo mondo. Non si vede allenatore Toni, ma dirigente piuttosto e magari potrebbe raccogliere l’invito di Marcello Lippi che vuole i suoi campioni del mondo negli uffici di Coverciano.
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