Ora Grassadonia punge la squadra: «Pagina triste, serve un repulisti»
Frastornato e deluso, ma anche pungente e diretto. Gianluca Grassadonia, nel giorno in cui è arrivata l’ufficialità della retrocessione in C, vuota il sacco, fa autocritica e non risparmia i suoi...
Frastornato e deluso, ma anche pungente e diretto. Gianluca Grassadonia, nel giorno in cui è arrivata l’ufficialità della retrocessione in C, vuota il sacco, fa autocritica e non risparmia i suoi giocatori. Certo, a fine stagione e con la serie C in tasca sembra troppo semplice, ma l’allenatore è l’unico che ci mette la faccia nel dopo partita. «Si chiude una pagina triste», l’amaro commento dalla sala stampa dello stadio Zini di Cremona, prima delle stilettate verso la squadra. «I problemi principali quali sono stati? Sicuramente i tanti infortuni ci hanno condizionato. Poi, ci sono i giovani che non sono stati professionali fino in fondo e che hanno anteposto i problemi personali all’interesse del gruppo. Gli “anziani”, invece, avrebbero dovuto dare di più e ne sono consapevoli. In generale, c’è stato poco amor proprio». Ragionamento sensato, ma che stride che con le esternazioni passate dello stesso Grassadonia, che aveva sempre fatto intendere di avere in mano la squadra e di credere nei suoi giocatori, che invece ieri sono stati criticati dal 48enne tecnico campano, il quale, comunque, con questa retrocessione non ha gravi responsabilità, rispetto a quelle dei suoi predecessori e della società. Il bersaglio sui giovani del gruppo, però, viene corretto quando all’allenatore gli si fa notare che le sue parole sono anche un attacco indiretto alla società, che ha preso determinati giocatori. «Questa squadra andava responsabilizzata sotto il profilo mentale. Sono arrivati giocatori di grande prospettiva, ma gli infortuni hanno inciso e molti giovani hanno graffiato poco, soprattutto in allenamento. Le responsabilità maggiori me le assumo io. I calciatori sanno tutto quello che penso», continua Grassadonia, che poi parla del futuro: conferma all’orizzonte o un passo indietro? «Nella mia vita non ho mai fatto passi indietro, non sono mai scappato dalle responsabilità e sono qui a parlarne. Sono stato sempre presente, nel bene e nel male. Non ho parlato del futuro con la società e, qualora ci fosse la volontà di continuare, da parte mia c’è una grande senso di responsabilità e la forte convinzione di riportare il Pescara dove merita di stare. Ci sarebbe la voglia e l’entusiasmo di partire, ma per vincere», e spiega anche in che modo: «Quando c’è una retrocessione così amara bisogna assolutamente voltare pagina. C’è bisogno di entusiasmo, di grande volontà, desiderio di riportare il Pescara dove merita di stare. Secondo me, bisogna cambiare e fare un repulisti importante. Questa è una mia convinzione, però, se la società dovesse chiamarmi e propormi la permanenza dirò queste parole. Si dovrà ripartire dagli uomini che vengono prima dei calciatori».
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