«Ora la Champions se la Uefa non ci fermerà»

De Laurentiis per il futuro guarda all’Europa: «Quest’anno eliminati dagli arbitri». E pensa a un film col regista Sorrentino
NAPOLI. Napoli in festa per il Napoli, e le scene di giubilo che hanno fatto il giro del mondo possono diventare una ispirazione per un film. Di sicuro ci sarà la mano di Paolo Sorrentino nella festa scudetto di domenica in occasione della sfida con la Fiorentina: lo ha annunciato nei giorni scorsi Aurelio De Laurentiis, uomo e calcio di cinema. «Lo porterò in campo prima della partita». In realtà la festa era stata approntata per la sfida con la Salernitana, ma poi le cose in campo sono andare diversamente e quindi tutto è rimandato. La passione di Sorrentino per il Napoli è cosa nota. Una passione che ha radici profonde, fermate nei fotogrammi del suo film, «È stata la mano di Dio», e c'è chi ipotizza che la cavalcata vincente del Napoli di Spalletti e le immagini della festa certamente troveranno spazio in qualche lavoro del premio Oscar napoletano. Lo stesso Sorrentino a Dazn domenica scorsa aveva lasciato intendere qualcosa: «Sì, questa stagione è da film. Ci saranno sicuramente lavori su questo scudetto. In questo caso c'è la mano di tutti, da De Laurentiis a Giuntoli fino a Spalletti, la squadra ed i tifosi». Nel frattempo, Aurelio De Laurtentiis, che ha rilevato il Napoli dal fallimento nel 2004, guarda avanti: «È iniziata una nuova era e speriamo di rivincere anche il prossimo anno e l’anno dopo ancora. Adesso dobbiamo vincere anche la Champions: quest’anno eravamo i più forti e solo a causa degli arbitraggi siamo usciti, ma è il sistema, è la Uefa. Ci riproveremo l’anno prossimo». Il presidente, intervistato dalla CBS, guarda ora all’Europa dopo aver riportato lo scudetto a Napoli. «Quando arrivai qui, dissi che entro 10 anni avrei portato la squadra in Europa e ci sono riuscito prima. Poi dissi che entro i successivi 10 anni avremmo vinto lo scudetto e lo abbiamo fatto con due anni d’anticipo. A quando la Champions? Se la Uefa non ci fermerà, come ha fatto nelle ultime due partite - il riferimento alla doppia sfida col Milan - potremmo riuscire a vincerla anche il prossimo anno». De Laurentiis ricorda quando prese il Napoli («era in bancarotta, misi sul tavolo 37 milioni di euro e comprai solo il nome perché non c’erano nè giocatori nè strutture ma sono stati i 37 milioni spesi meglio») e soprattutto la rivoluzione avviata lo scorso anno, quando ha deciso di privarsi dei vari Koulibaly, Insigne, Mertens e Fabian Ruiz: «Negli ultimi anni erano svuotati, avevo bisogno di gente nuova, di un gruppo: i problemi non si risolvono comprando questo o quel giocatore ma se hai una squadra vera».
Angelo Caradonna

