Orgoglio e regali: Zeman ferma il Milan

3 Aprile 2017

L’errore di Donnarumma dà fiducia e coraggio ai biancazzurri Il pari di Pasalic non basta al Milan: corsa all’Europa in salita

PERSCARA. Aveva ragione Montella alla vigilia: «Mai fidarsi di Zeman». Sì, perché il Pescara rivisto e corretto dal boemo ha fiaccato le speranze di qualificazione all’Europa League del Milan. Nell’Adriatico-Cornacchia vestito a festa per l’arrivo di una big, ecco il pareggio che spariglia le carte nella corsa all’Europa. Il punto fa perdere terreno al Milan e dà un senso alla sfida di sabato a Empoli dove i biancazzurri si giocheranno le residue (a - 9 a 8 gare dalla fine sono proprio residue!) speranze di restare in serie A. Un Pescara orgoglioso che ha approfittato della giornata negativa dei rossoneri per spezzare la serie di sconfitte. Un punto, tutto sommato, meritato malgrado abbia fatto (quasi) tutto il Milan: dalla papera di Donnarumma che ha trasformato il retropassaggio di Paletta in un autogol (11’) al pareggio di Pasalic (41’) fino al forcing finale nel quale Fiorillo e un pizzico di fortuna hanno conservato l’1-1 maturato nel primo tempo. Una partita godibile grazie a un Milan che ha tirato il freno (quattro vittorie nelle ultime cinque gare), probabilmente convinto di fare una passeggiata. Così non è stato perché sono stati proprio i rossoneri a dare coraggio al fanalino di coda della serie A con un autogol incredibile per la dinamica che ha visto coinvolto (colpevolmente) il giocatore più acclamato del momento, quel Gigio Donnarumma glorificato dopo l’esordio dall’inizio in Nazionale. Da non credere il “liscio” del 18enne erede di Buffon che determina l’1-0, un’iniezione di fiducia per un Pescara in cui c’è Fiorillo in porta e l’esordiente (da titolare) Coulibaly sorprende positivamente. Biancazzurri sulla difensiva a chiudere gli spazi e il Milan all’attacco. Tutti nella propria metà campo, pronti a pressare gli avversari. Manovra lenta e prevedibile, quella della squadra di Montella. C’è un solo giocatore che ha una marcia in più: si tratta dello spagnolo Deulofeu. Montella lo piazza prima a sinistra, dove però Zampano lo argina bene, e poi a destra, dove invece Biraghi lo soffre. Ed è proprio il catalano a propiziare l’1-1, prima dell’intervallo: la sua sgroppata – che mette a nudo gli anni di Campagnaro – viene neutralizzata da Fiorillo, ma la palla finisce a Pasalic che gonfia la rete. Il Milan pensava di essere in grado di ribaltare il risultato. Ma deve fare i conti con l’orgoglio del Pescara che si difende dignitosamente, cercando di colpire in contropiede. Peccato per qualche rifinitura errata, ma la squadra è viva. È poco zemaniana, ma gioca con orgoglio. L’ingresso di Lapadula (al posto di un Bacca che lascia il campo deluso per la sostituzione) dà più peso all’attacco del Milan. I piccoli scricchiolii vengono neutralizzati con l’uscita di Muntari a beneficio di Bruno che dà compattezza alla squadra. Nel finale un pizzico di fortuna, quando i rossoneri accelerano. E così Fiorillo, al 36’, salva su Lapadula; al 41’ Romagnoli colpisce il palo (il settimo del Milan nel 2017) di testa e, al 48’, Campagnaro salva in angolo sulla conclusione di Lapadula. Una delle poche occasioni in cui il Pescara ha regalato la sensazione di essere squadra. Difesa rocciosa, centrocampo di corsa e di sudore e gli attaccanti che hanno tenuto corta la squadra. Benali in grande spolvero con qualche battuta a vuoto di Muntari e un Coulibaly che lascia immaginare ampi margini di miglioramento. Il punto cambia poco in classifica, ma dà fiducia in vista della sfida di sabato a Empoli. Il Milan delude le attese. Solo Romagnoli e Deulofeu giocano ad alti livelli. Gli altri vanno a uno all’ora, non c’è gioco. E Donnarumma commette il primo grave errore della giovane carriera. Di Milan c’è pochissimo, se non quel Carlo Pellegatti, vecchio cuore rossonero, che dà spettacolo con la sua telecronaca in tribuna stampa. Finisce con l’ex Lapadula che applaude l’Adriatico-Cornacchia e viene ricambiato con affetto nel ricordo dell’impresa della passata stagione e nel rimpianto di quello che poteva essere e non è stato con il bomber ancora in biancazzurro all’esame serie A. Zeman, invece, si coccola Alessio Romagnoli, il difensore lanciato ai tempi della Roma. E pensa a come continuare a stupire, a partire da sabato.

@roccocoletti1

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