Orta, la rinascita dopo l’inferno

15 Settembre 2015

Pineto, il bomber a un anno dall’infortunio torna con una doppietta

LANCIANO. C'è una firma d'autore, dietro le due reti che, decidendo la trasferta sul campo dell'AcquaeSapone, hanno permesso al Pineto di conservare, sia pur in coabitazione con altre tre squadre (San Salvo, Morro d'Oro e Martinsicuro), la vetta della classifica dell’Eccellenza. È quella del pescarese Mario Orta, 30enne attaccante cresciuto nelle file del Notaresco ed esploso in quelle del Teramo, con la cui maglia, tra il 2008 e il 2011, ebbe modo di segnare ben 57 reti in tre stagioni. San Nicolò, Città di Castello e Maceratese le tappe successive, prima del recente approdo alla Rc Angolana, segnato da un grave infortunio. Il primo della sua quindicinale carriera.

«Per fortuna è acqua passata», sottolinea sorridendo, «ma l'ultimo è stato un anno davvero duro». Rottura del crociato anteriore e stagione finita sul nascere, ai primi di novembre scorso, durante il match di Miglianico. «Ho avuto paura di non farcela ed è soprattutto per questo», prosegue il neo bomber biancazzurro, «che ho una lunga lista di persone da ringraziare, a cominciare dai miei due "angeli custodi" Ilaria Martella, che si è occupata della riabilitazione, e Vittorio Gennaro, il mio fisioterapista. Senza di loro non ce l'avrei mai fatta ed è giusto dirlo. Altrettanta gratitudine devo poi alla dirigenza del Pineto, per aver avuto fiducia in me nonostante fossi reduce da un lungo periodo di stop. Fiducia che spero di ripagare a suon di gol, ovviamente».

Per la doppietta di Montesilvano, ha una dedica speciale: «A mia moglie Miriam, alla mia famiglia e a me stesso», aggiunge Orta, la cui rinascita calcistica è stata scandita anche da un'altra lieta novità. «Sotto la supervisione di Franco Oddo (responsabile del settore giovanile pinetese, ndc), ho iniziato ad allenare la squadra Pulcini. Un'esperienza nuova e al tempo stesso gratificante, che potrebbe anche rivelarsi propedeutica ad un futuro da allenatore, quando smetterò di giocare». Nel frattempo però l'ex idolo della curva teramana si gode il primato in classifica e un organico da urlo. «È vero», conclude, "là avanti siamo in tanti, ma ben venga una sana concorrenza. Sappiamo di essere tra i favoriti alla vittoria finale e faremo di tutto per non deludere».

Stefano De Cristofaro

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