Ortolano: ripartire? Solo serie D ed Eccellenza

Il presidente della Lnd Abruzzo: «Se ci saranno le condizioni si chiuderanno i tornei più importanti»
PESCARA. Che cosa ne sarà dei dilettanti nessuno lo sa. Però, se ne parla, più che altro al telefono tra i dirigenti di club e quelli della Lega nazionale dilettanti. Il presidente del comitato abruzzese, Daniele Ortolano, certezze non ne ha, però come tutti avanza delle ipotesi. Partendo da due presupposti: i tempi saranno quelli indicati dall’istituto superiore di sanità, dal governo, dalla Figc e dalla Lega nazionale dilettanti; e per tornare in campo non ci dovranno essere rischi. «Ci deve essere il sole, nessuna ombra», sostiene Daniele Ortolano, riferendosi alle condizioni igienico-sanitarie.
Il calcio dilettantistico abruzzese ripartirà?
«L’eventuale ripresa avverrà in linea con quanto stabiliranno il governo e la federazione. E, ovviamente, sarà legata ai tempi dell’emergenza sanitaria».
Detto ciò, quali sono gli orizzonti?
«Io credo che sia impossibile far ripartire tutto il sistema, ma penso che qualcosa debba ricominciare».
Per tutto il sistema che cosa intende?
«I campionati dalla serie D fino agli Amatori, passando per quelli giovanili».
Quindi?
«Nelle categorie inferiori (dalla Prima categoria in giù, ndr) e nel settore giovanile credo che non ci siano i presupposti. Ad esempio, se non si riaprono le scuole come fai a pensare di giocare una partita giovanile? Non è possibile».
Quindi, il discorso resta circoscritto alla serie D, all’Eccellenza e alla Promozione?
«In primis alla serie D e all’Eccellenza, ma soltanto se non ci saranno rischi. Non solo...».
Cos’altro?
«Se si ripartirà con quali prescrizioni lo si farà? Le società saranno in grado di garantire queste condizioni essenziali igienico-sanitarie? Mica facile...».
Ha sentito i club?
«Tra me e i consiglieri del direttivo ci sono contatti informali con i dirigenti, però in qualche modo dovremo coinvolgere le società nel prendere le decisioni. Penso a una video conferenza o roba del genere».
Se lei avesse pieni poteri che cosa farebbe?
«Cercherei di portare a termine i campionati, una condizione essenziale per evitare liti e code legali nei tribunali. Ma, ripeto, se ci sono le condizioni».
Anche dopo giugno?
«Eventualmente sì, magari ricominciare in sicurezza per chiudere questi campionati e subito dopo ripartire con la nuova stagione. Potrebbe essere un’idea».
Ad oggi nella migliore delle ipotesi quando si potrebbe tornare in campo?
«Ad oggi se tornerà a splendere il sole sul mondo dovessi indicare una data dico il mese di giugno. Questo presuppone che si torni a fare allenamento a metà maggio. Ma questo ad oggi. Più il tempo passa e più la data viene posticipata. Però, faccio un esempio. Il Bayern Monaco è tornato ad allenarsi e lavora a gruppi di quattro su più campi; tra i dilettanti è già tanto averne uno di campo. Chiara la differenza? E poi aggiungo: in Abruzzo c’è una percezione e un certo tipo di disagio legato al coronavirus, in Lombardia e in Veneto è diverso. Detto ciò, auspico che tutti i dilettanti restino uniti attorno al presidente Sibilia».
E negli altri campionati quali saranno i meccanismi di promozione e retrocessione?
«Bella domanda! C’è bisogno di un editto della federazione. Non ci sono precedenti e non ci sono norme che contemplano questa casistica».
Ovvero?
«Non lo so. Io mi affiderei a un pool di giuristi e al buon senso».
Anche nelle cosiddette categorie inferiori?
«Certo, anche se poi fare un girone in più di Prima o Seconda categoria non è un problema insormontabile».
In serie A si parla di decurtazione degli ingaggi, tra i dilettanti ci sono i rimborsi spesa.
«Due mondi diversi. È chiaro che ognuno dovrà rinunciare a qualcosa, a seconda che si torni in campo oppure no».
Quante società getteranno la spugna?
«Il rischio è che siano tante. Per mancanza di fondi. Tante se noi non daremo un segnale di entusiasmo e di ripresa dell’attività. Io sono certo che avremo il sostegno del governo, della Figc e della Lnd che immetteranno nel sistema le risorse necessarie per evitare che il sistema dilettantistico vada a rotoli».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

