Ortona, la difficile convivenza tra volley e basket

5 Luglio 2014

La Sieco Impavida avanza una proposta per l’utilizzo del palasport, ma c’è tensione con la We’Re

ORTONA. C'è una proposta avanzata dalla Sieco Impavida Ortona al Comune per cercare di risolvere il problema dell'utilizzo del palazzetto dello sport. Una proposta per la condivisione dell'unica struttura sportiva cittadina adatta per fare pallavolo e pallacanestro a certi livelli, così come richiesto dalla We'Re basket neopromossa nel campionato di serie C. Quella che potrebbe essere la soluzione della querelle è nelle mani dell'amministrazione comunale che, probabilmente, entro lunedì scioglierà le riserve. Questa proposta prevede la concessione del palazzetto alla We'Re basket per la partita di campionato e per un allenamento a settimana pre-gara. Che era un po' la richiesta minima avanzata della società cestistica presieduta da Carlo Valentinetti. E' da settimane che la polemica tiene banco ad Ortona. E ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, la famiglia Lanci, proprietaria della Sieco Impavida (massima espressione della pallavolo abruzzese dal momento che si appresta a disputare la terza stagione di fila in serie A2 maschile) ha fatto il punto della situazione: il padre Tommaso, presidente, e i figli Nunzio, allenatore della prima squadra, e Andrea, il palleggiatore. «Non ci stiamo a passare per i cattivi che vogliono il palazzetto a tutti i costi, tagliando fuori gli atri», ha detto Nunzio Lanci che ha anche ripercorso le tappe della vicenda: «L'utilizzo esclusivo ci è stato assegnato l'anno scorso con la promessa che sarebbe stato confermato. Adesso, è spuntata fuori la richiesta della We'Re. Ma noi sul palazzetto abbiamo speso soldi di manutenzione e di gestione. Il Comune non ce l'ha regalato: tenere in piedi una struttura del genere costa, tanti soldi. E proprio tenendo conto di questo utilizzo esclusivo abbiamo avviato un programma». L'anno scorso alla We'Re Basket il Comune ha chiesto un sacrificio _ ovvero emigrare nei paesi limitrofi _ in attesa della sistemazione del palasport di Caldari i cui lavori sono rimasti sulla carta. A distanza di dodici mesi il problema si è riproposto e la We'Re intende rientrare nel palazzetto. «Per carità, porte aperte», ha aggiunto Nunzio Lanci, «ma sappiate che smontare e rimontare il Taraflex (il fondo su cui si giocano le gare di pallavolo, ndr) ha un costo. Che noi non intendiamo sostenere». Un costo non indifferente. «Abbiamo chiesto un primo preventivo e ci è stato chiesto 3.000 euro per smontare e rimontare il Taraflex; moltiplicate per dieci-quindici volte quante sono le partite del campionato di basket e viene fuori una cifra di cui non ci possiamo fare carico. Magari troveremo una ditta che chiederà di meno. Ma comunque è un costo non da poco che noi non ci accolleremo». E se la soluzione che adotterà il Comune non sarà di gradimento della Sieco Impavida? «Io spero che si arrivi a un accordo perché ci sono i presupposti», la risposta del presidente Tommaso Lanci. «Se così non fosse saremmo costretti a trasferire l'attività della prima squadra altrove. Sia ben chiaro, solo la prima squadra; il resto del movimento che coinvolge 350 ragazzi resterebbe a Ortona. Ma, ripeto, non vogliamo arrivare a questo». In città la polemica basket-pallavolo ha creato tensioni anche perché c'è stato l'intervento delle fazioni politiche che hanno fatto precipitare la discussione in polemica. «Noi abbiamo rispetto per tutti», ha aggiunto Andrea Lanci, «ma non si può mettere in discussione la storia dell'Impavida. Ci sono due scudetti giovanili in bacheca, tanti titoli regionali. Noi ogni anno facciamo finali regionali giovanili. Abbiamo un'organizzazione, quasi tutta a base di volontariato, che ci viene invidiata in Italia. Siamo un punto di riferimento per l'Abruzzo e per l'Italia e adesso ci troviamo impelagati in una polemica astiosa di basso livello che non ci appartiene».

La Sieco Impavida Ortona ha già ufficializzato gli ingaggi di Sanderson, Michalovic e Cortina. A breve potrebbe essere ufficiale l'acquisto anche dello schiacciatore De Paola.

@roccocoletti1

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