Paci, compleanno amaro: gara decisa da un episodio

Il tecnico non ha nulla da recriminare: «Ci siamo aperti perché dovevamo vincere Questo è il primo step di un progetto da consolidare con giocatori d’esperienza»
PALERMO. Compleanno amaro per Massimo Paci che chiude, con una sconfitta al Barbera nel primo turno playoff, la sua prima stagione fra i professionisti e sulla panchina del Teramo. Un’annata iniziata alla grande, fra i complimenti degli addetti ai lavori e (quasi) alla pari con le big del campionato. Poi un calo lento e inesorabile, fino all’ottavo posto che ha condizionato anche il match di ieri.
«Loro avevano due risultati a disposizione, noi ci siamo aperti da subito perché non ci bastava il pari, per cui abbiamo avuto il baricentro alto, abbiamo concesso spazi e nella prima occasione il Palermo ha trovato il gol. L’episodio decisivo è stato sicuramente il rigore», sottolinea il tecnico biancorosso, «ha cambiato la partita, perché loro si sono chiusi ulteriormente dentro la loro metà campo e noi fatichiamo ancora di più contro queste squadre. Era difficile trovare un gol, ma ci abbiamo provato in tutte le maniere. Abbiamo subìto il gol perché volevamo farlo prima noi, questi spazi ci hanno messo in difficoltà. Credo che usciamo a testa alta perché avremmo meritato di più».
Sul penalty il Teramo ha protestato tanto, ma Paci non se la prende più di tanto: «Mi dicono che il rigore sia generoso però non l'ho rivisto, ormai è andata. Ci tengo a fare i complimenti al Palermo che ha passato il turno, ha meritato più di noi, si può discutere su tutto però il risultato è questo. Sul campo abbiamo fatto più del Palermo, per gioco e pericolosità. Quell'episodio li ha portati a fare la partita che volevano e noi ci siamo imbruttiti. Non era semplice avere una capacità competitiva, il Palermo non ha nulla più di noi, ma se ha vinto, vuol dire che ha dimostrato qualcosa in più. Abbiamo subìto due gol su altrettanti tiri in porta. Stavamo giocando anche bene, l'inerzia è cambiata subito. Arrivando settimi, avremmo potuto giocare in casa, ma prima o poi avremmo dovuto trovare grandi squadre».
Ed ecco che viene fuori il discorso relativo al futuro, proprio rispetto alla competitività in vista della prossima stagione. Paci ha un pensiero ben preciso, già condiviso con la dirigenza: «La squadra ha valori importanti, sarebbe un peccato non confermare alcuni giocatori, l’errore più grande sarebbe ripartire da zero. C’è uno zoccolo duro ottimo, con qualche elemento di esperienza possiamo competere. C’è spessore umano nello staff tecnico, in tutti quelli che hanno collaborato in società. Il progetto è da mantenere e rinforzare», sostiene l’allenatore, «quest’anno era il primo step, i ragazzi hanno dimostrato che, con poco in più, si può migliorare. Spero si possa fare questo per i tifosi. Tuttavia, non sono decisioni mie, faccio un discorso di continuità, immagino quanto sia stato difficile l’anno scorso partire da zero. Si può fare un ottimo lavoro, ci sono qualità e valori umani da cui ricominciare. La società sa cosa penso e conosce le mie considerazioni, l’esperienza di quest’anno deve insegnare parecchio. Abbiamo fatto un ottimo lavoro e si può migliorare per evitare di soffrire in alcuni frangenti, colmando il gap tecnico con le altre squadre evidenziatosi in un momento della stagione». (r.m.)

