Paci: «È una fase difficile, dobbiamo restare uniti»

Il tecnico è deluso: «Il problema è sia mentale sia tecnico, non possiamo buttare quello che abbiamo fatto finora». Il ds Federico: non abbiamo reagito dopo il 2-1
VIBO VALENTIA. Massimo Paci è scuro in volto, perché sembra aver smarrito il suo vero Teramo. La squadra biancorossa ormai è lontana parente di quella del girone d’andata, il blitz di Catania di qualche settimana fa non è stata la luce in fondo al tunnel, anzi i problemi non sono stati affatto risolti e le tre sconfitte consecutive lo dimostrano. Anche contro la Vibonese la partita è stata strana: Teramo avanti per 1-0 e poi incredibilmente superato dai rossoblù a cavallo fra i due tempi: «Non sto qui a trovare giustificazioni», ha detto Paci. «Doveva essere una partita come le altre, nel primo tempo non abbiamo fatto male, ma il pareggio subìto ha cambiato lo stato d’animo della squadra e nella ripresa, onestamente, abbiamo perso equilibrio e distanze pagandoli a caro prezzo. I gol presi erano evitabili, sono stati commessi errori e non doveva capitare, dispiace perché sono stati decisivi. Abbiamo fatto gol e potevamo farne altri, mentre nella ripresa ci siamo innervositi un po’ troppo e abbiamo anche creato poco». Il periodo è particolare, però, perché così il Teramo rischia di vanificare quanto di buono fatto nella prima parte del campionato: «È un momento difficile», ha ammesso Paci, «che può capitare in un percorso, ma ora bisogna rimanere uniti e cercare di risolvere la situazione, magari con una vittoria. Dobbiamo analizzare le ultime tre gare, due settimane fa abbiamo vinto a Catania, dobbiamo capire ciò che non ha funzionato a livello tecnico e mentale e non disunirci. Il discorso è sia mentale che tecnico. Gli errori hanno condizionato la partita, non ho visto grande aggressività e devo comprendere il motivo per cui alla prima difficoltà ci scolleghiamo. Scotta perdere così, siamo molto delusi da noi stessi, so che tutti si aspettavano qualcosa in più. Non dobbiamo mollare o addossare a qualcuno le colpe. Dobbiamo avere la personalità di non ricadere in questi errori, io sono il responsabile e così stiamo mettendo a repentaglio quanto di buono era stato fatto. A me spetta trovare le soluzioni. Siamo una squadra molto giovane, per questo pur avendo alzato inizialmente le aspettative, centrare i play off sarebbe molto importante. Ora senza accampare scuse, dobbiamo risolvere i problemi emersi e prepararci per vincere la prossima partita».
Sabato c’è la Turris, per tornare al successo: «Non so cosa dirò alla squadra alla ripresa, c'è il pericolo che non proteggiamo la squadra o appaghiamo il nostro ego. Sono arrabbiato, però cambia poco il mio umore. Questa è una squadra che è partita forte, capisco che si vede il bicchiere mezzo vuoto, però adesso dobbiamo cercare di chiudere bene il campionato». Anche il ds Sandro Federico ha voluto commentare il ko: «Questa è una fase in cui dobbiamo essere equilibrati. Avevamo la gara in controllo, eravamo passati in vantaggio meritatamente però non siamo stati in grado di chiuderla. È venuta fuori la Vibonese, ora dobbiamo capire tutti insieme perché non c'è stata reazione dopo il secondo gol. Sono abituato ad analizzare una gara alla volta e non ricordo prestazioni disastrose da parte nostra. C’è stato qualche risultato non all’altezza, però non siamo mai stati così negativi. La squadra ha dei limiti, però abbiamo fatto anche vittorie pesanti. Il fatto è che nelle prime dieci partite siamo andati oltre le aspettative e magari qualcuno pensava di restare in quelle posizioni, ma era impossibile. Noi abbiamo giovani bravi che hanno bisogno di crescere, a differenza di formazioni che invece hanno 25 giocatori titolari». (l.f.)

